Il vescovo ad Amatrice: “terremoto non uccide, opere dell’uomo sì”

Piove sulla gente di Amatrice e nel giorno dei funerali solenni per 37 vittime del terremoto che ha spezzato le vite di oltre 290 persone nel centro Italia le lacrime si mischiano all'acqua che cade dal cielo. Dopo le polemiche e la rabbia dei cittadini, che si sono opposti a una cerimonia funebre all'aeroporto militare di Rieti, le esequie si sono svolte nel paese distrutto, presso l'istitituto Don Minozzi. Presenti, come già ad Ascoli, il presidente Mattarella, il premier Renzi e i presidenti di Camera e Senato Boldrini e Grasso. Alle 18, nella gremita tensostruttura tirata su ad Amatrice, monsignor Domenico Pompili, ha iniziato il rito funebre leggendo i nomi delle vittime. Tantissimi fiori e palloncini sulle bare, poste sul sagrato improvvisato dove i volontari hanno anche fissato sull'altare un crocifisso salvato dal crollo di una delle chiese del paesino duramente colpito dal sisma. "Il terremoto non uccide, ha tuonato il vescovo, uccidono le opere dell'uomo!",
Il vescovo ha poi ricordato che "Dio non può essere utilizzato come il capro espiatorio" anche in casi di tregedie, "come pure, va evitato di accontentarsi di risposte patetiche e al limite della superstizione. Come quando si invoca - ha detto il vescovo - il destino, la sfortuna, la coincidenza impressionante delle circostanze. A dire il vero: il terremoto ha altrove la sua genesi! I terremoti esistono da quando esiste la terra e l`uomo non era neppure un agglomerato di cellule. I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l`elemento essenziale per la vita dell'uomo: l'acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l'uomo e le altre forme di vita. Intanto il numero dei morti è salito a quota 292, ma non è certo finita e salirà ancora perché altri cadaveri sono stati individuati tra le macerie dell'hotel Roma e il loro recupero è molto complicato perchè per arrivarci è necessario creare dei cunicoli nelle macerie puntellando tonnellate di macerie che rischiano di crollare sui soccorritori. I vigili del fuoco però assicurano: "Tireremo fuori tutti i corpi" anche se la situazione è resa ancora più complessa ed instabile dallo sciame sismico che non si arresta: dopo la prima scossa di magnitudo 6 la Rete Sismica Nazionale dell'Ingv ha infatti registrato complessivamente oltre 2.500 eventi.