Viaggi di riscatto Installazioni scultoree all’aperto di Calogero Condello ad Aquileia

“Viaggi di riscatto” è il titolo della prima mostra della manifestazione "Caduta e Rinascita”,
che s’inaugura in Piazza Patriarcato ad Aquileia giovedì 6 agosto alle ore 18.30, nel rispetto
delle norme vigenti in merito all’emergenza sanitaria.
Corposo e articolato progetto fondato sul dialogo fra la scultura contemporanea e prestigiosi
siti architettonici e archeologici, Caduta e Rinascita vede il protagonismo dell’artista Calogero
Condello, impegnato su sei mostre personali che da agosto 2020 fino ai primi mesi del 2021
proporranno sul territorio regionale un intrigante itinerario alla scoperta di luoghi che da
Aquileia condurranno a Trieste e Cividale a settembre, poi a Buttrio, Udine, Lusevera, per
concludersi a Tarcento con una conferenza e la presentazione del catalogo.
Gestito dall’Associazione culturale Playart con la direzione artistica di Sabrina Zannier, il progetto è sostenuto
dalla Regione FVG con la collaborazione e il partenariato della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del
Friuli Venezia Giulia, con il contributo e il partenariato dei Comuni di Aquileia, Buttrio, Cividale, Lusevera, con il
partenariato dei Comuni di Udine e Tarcento, il patrocinio del Comune di Trieste e il contributo di Danieli.
Come afferma Sabrina Zannier, “Caduta e Rinascita sintetizza il passaggio storico dalla caduta del Patriarcato
di Aquileia alla successiva dominazione veneziana, che l’artista eleva a metafora del viaggio intrapreso
dall’umanità nel tempo e nello spazio, in un perpetuo ciclo di ascesa culturale e spirituale e di successivo
declino, che a sua volta diviene foriero di nuove consapevolezze e di successive rinascite”.
Con la dominazione della Serenissima, che ha permesso al Friuli di far parte di uno Stato più ampio, forte e
riconosciuto in Europa, si è via via sviluppata una maggiore consapevolezza culturale, forte dell’identità etnica e
territoriale del popolo friulano, fondata proprio con il Patriarcato, che nei secoli successivi ha avvalorato la
Basilica, i mosaici, i resti archeologici di Aquileia, facendone risplendere il valore artistico e culturale fino a
divenire sito Unesco.
“Il valore della memoria — continua Zannier — che fa leva sulla storia dei siti archeologici, così come sui valori
etici e sociali, appartengono da sempre alla ricerca e alla poetica di Condello, che in sei diverse mostre mette
in scena pensieri, umori, accadimenti e dialoghi dell’umanità, incarnata nelle figure di giovani uomini e donne
riprodotti sempre a grandezza reale, con tecniche, materiali e cromie diverse, attraverso una partecipata
campionatura di gesti, posture, espressioni.
L’umanità inscenata da Calogero Condello è consapevole che la rinascita affonda nella coscienza storica e
nell’attivazione di un duplice dialogo: fra individuo/società con il paesaggio antropizzato, individuato nei resti
archeologici e nelle architetture, e con il paesaggio naturale, quello della laguna e del fiume Natissa”.
Declinato in modi diversi in ognuna delle mostre, il tema dell’intero progetto sviluppa in modo incisivo il
riferimento storico alla caduta del Patriarcato proprio nella mostra di Aquileia, dove nell’installazione Viaggiare
nel tempo e nello spazio quattro monumentali scene scultoree narrano di un uomo disteso a terra, che grazie alla
complicità di un cavallo risale e cavalca verso un nuovo viaggio. Il riferimento va alla cerimonia di presa di
possesso della sede patriarcale, alla solenne entrata ad Aquileia del patriarca a cavallo. Nell’opera di Condello il
patriarca è metafora dell’umanità che innanzi alla “caduta” scopre una possibile risalita.
Con Sogno o son desto? allestita nel suggestivo scenario archeologico del Colonnato del Foro Romano, Condello
propone un intenso dialogo culturale fra il prestigioso passato della città Unesco e quell’identità umana
contemporanea individuata dall’artista in cinque figure di giovani che svelano la meraviglia del proprio riscatto
innanzi alle problematiche sociali e relazionali che li coinvolgono, anche illuminandosi dall’interno in versione
notturna offrendo un suggestivo spettacolo dalla strada limitrofa.
L’alternarsi di Ascesa e oblio, nelle delicate figure femminili che affiorano o si tuffano nelle acque della Natissa, si
eleva a metafora del dialogo umano tra questi due opposti, simbolo non solo di creazione e abbandono, di
cura e degrado, ideali perseguiti e poi dimenticati, ma di una costante universale che trasforma e travolge
qualsiasi certezza in un infinito alternarsi delle parti.