Visita guidata alla scoperta dei segreti scientifici della Grotta Gigante

Come si fa ricerca all'interno di una grotta? E, soprattutto, cosa si studia in una delle sale sotterranee più grande al mondo? Se ne parlerà con ricercatori ed esperti venerdì 4 settembre, dalle 10 alle 13, nel corso di una visita guidata alla Grotta Gigante di Trieste organizzata dall’Università degli Studi di Trieste in collaborazione con la Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, Società Alpina delle Giulie - CAI sezione di Trieste, nell’ambito del Science in the City Festival di ESOF2020. Con Carla Braitenberg, docente di Geofisica della Terra solida, il ricercatore Tommaso Pivetta e Domagoj Korais (Junior Software Developer di CYBERTEC), e con la moderazione del geologo Enrico Merlak, si esplorerà la grotta, se ne scopriranno i segreti e la strumentazione utilizzata per fare ricerca in questa famosa cavità, a più di 100 metri di profondità. L’acqua è un ingrediente fondamentale nell’evoluzione delle specie, una risorsa naturale preziosa e un incessante agente sulle rocce, che plasma le cavità esistenti e scava condotti sotterranei nuovi.

Si parlerà del rilevamento di flussi idrici che hanno luogo centinaia di metri al di sotto della grotta, e dell’osservazione a distanza delle piene causate dalle forti precipitazioni meteorologiche, in grado di sollevare di alcuni millimetri il fondo della grotta stessa e di generare un potenziale rischio ambientale: un pericolo per le persone che esplorano le cavità carsiche profonde e una possibile fonte di inquinamento delle risorse idriche carsiche.

La Grotta Gigante, situata nella zona del Carso poco fuori Trieste, detiene il Guinness dei Primati come cavità più voluminosa e ospita il pendolo orizzontale più alto al mondo. I pendoli della Grotta Gigante sono strumenti sensibilissimi, che rilevano i movimenti della crosta terrestre. In particolare, rispondono a quei movimenti crostali che producono una deformazione di taglio o una rotazione della grotta e a oscillazioni orizzontali del terreno causate dall’irradiazione di onde sismiche. Furono costruiti all’inizio degli anni ’60 allo scopo di registrare tutte le deformazioni alle quali è sottoposta la Grotta. Alla visita seguirà un rinfresco nel museo della Grotta. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione (https://registration.theoffice.it/cmsweb/Login.asp?IDcommessa=TO20013&Lang=IT&noflag=1).