Voto giunta Senato su Salvini segnale preoccupante che dimostra come le manovre di palazzo prevalgono sulle necessità del Paese

Non esiste un piano per far cadere il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ad affermarlo sono gli uomini più vicini a Matteo Renzi. Sarà anche così, ma la guerriglia continua che Italia Viva mette in atto quotidianamente, mina dall'interno la già precaria stabilità di una maggioranza nata per caso come puntello per evitare un tracollo sovranista del Paese. La reazione al covid-19 e la responsabilità che ne consegue purtroppo non bastano come collante e lo si vede nella difficoltà governativa nella gestione di qualsiasi cosa. Interessante nel descrivere la nuova coltellata data alla maggioranza da Matteo Renzi quanto espresso da Pier Luigi Bersani che con lucidità così ha descritto la performance del suo ex, ex, compagno di partito: "Renzi fa l'uomo di giornata ma agli italiani non gliene può fregar di meno". L'affondo nel corso di una trasmissione televisiva su La7 dove Pier Luigi Bersani attacca Matteo Renzi e il suo modo di far politica per una volta senza usare una delle sue famose metafore: "La discussione pubblica non è all'altezza della situazione che abbiamo di fronte: non c'è la compostezza, la serietà e il rigore che meriterebbero i problemi che abbiamo di fronte. Qui si va avanti come prima, fino a che la situazione non si rivelerà per quello che è: la più grande crisi dal dopoguerra. Renzi fa l'uomo di giornata, per essere sui giornali il giorno dopo. Io non sono mica un fan di Conte ma dico che dobbiamo dare una mano al governo, anche a non fare errori". Posizione condivisibile quella di Bersani che si dimostra autentico uomo di Stato. Del resto la vicenda del voto della giunta in Senato è un segnale preoccupante anche nel merito. Non accogliere da parte della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato la richiesta del Tribunale dei Ministri di Palermo di procedere avanti al Tribunale di Palermo nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno, è uno schiaffo alla realtà dei fatti, dire come ha fatto l'esponente di Italia Viva Faraone che “prima di decidere vogliamo leggere le carte” è nascondere la verità dietro ad un dito, perchè la vicenda Open Arms è chiara e su quella sono stati sparsi fiumi di inchiostro. Matteo Salvini è accusato di sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio, come è noto la richiesta del tribunale si riferisce ai fatti accaduti ad Agosto del 2019, quando il rimorchiatore, Open Arms, dopo aver soccorso 163 persone durante tre diverse operazioni di salvataggio, prima di raggiungere un place of safety rimase 21 giorni in mare, 7 dei quali di fronte alle coste di Lampedusa. “In quei 21 giorni, scrive in una nota la Ong Proactiva Open Arms, abbiamo ottenuto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali con sentenza del Tar del Lazio (14 agosto), fatto sbarcare 28 ragazzi minorenni che viaggiavano soli per disposizione del Tribunale dei Minori di Palermo, richiesto e ottenuto ben 41 evacuazioni mediche. “Si riferisce di una situazione di grande disagio fisico e psichico, di profonda prostrazione psicologica, e di altissima tensione emozionale che avrebbe potuto provocare reazioni difficilmente controllabili, delle quali, peraltro, il tentativo di raggiungere a nuoto l’isola, costituivano solo un preludio.”
Queste le parole del Procuratore Patronaggio nell’ordinanza con la quale dispose lo sbarco immediato, dopo che 12 persone avevano rischiato la vita gettandosi in mare nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto. A bordo, in quei giorni, erano stati numerosi gli episodi di autolesionismo, di disperazione, le forme gravi di depressione che avevano colpito le persone, già provate fisicamente e psicologicamente e traumatizzate dal naufragio, private ancora una volta della propria libertà e costrette ad attendere in un limbo infinito, senza riuscire a comprenderne il motivo. In quell'occasione l'allora ministro Salvini dimostrò la sua pervicace ostinazione nel perseguitare quelle persone la cui unica colpa era stata quella di essere stati salvati da una nave di una Ong, grande nemico personale di Salvini che su quei “nemici” basava la sua popolarità.
Inutile dire che la decisione della Giunta del Senato segna una battuta di arresto verso l’accertamento della verità e verso l’affermazione di un principio inderogabile, alla base della Costituzione e di qualunque Convenzione internazionale, che stabilisce l’inviolabiltà della vita e della dignità delle persone, a prescindere dalla loro provenienza, dal loro sesso, dalla loro appartenenza politica o religiosa. Ovviamente si potrà riparare in aula augurandosi che il Senato in plenaria voglia, scrive sempre nella nota Proactiva Open Arms, compiere una scelta diversa in un momento in cui è sempre più necessario affermare il diritto di tutti e tutte ad essere tratti in salvo se in difficoltà, a chiedere protezione, a ricevere accoglienza e cure, rispetto e gentilezza”. “Oggi che, prosegue la Ong, l’emergenza sanitaria ha portato il Governo italiano a chiudere nuovamente i suoi porti e a utilizzare navi private per la quarantena dei naufraghi, ribadiamo la nostra preoccupazione per scelte incomprensibili e pericolose. Non consentire infatti a persone già provate da abusi e violenza di scendere a terra nel più breve tempo possibile, può portare a comportamenti estremi, disperati, finanche alla morte come dimostra il tragico incidente accaduto qualche giorno fa, durante il quale un ragazzo tunisino ha perso la vita gettandosi dalla nave Moby Zazà. La nostra imbarcazione è oggi in cantiere per effettuare le riparazioni necessarie che le consentiranno di tornare presto nel Mediterraneo, quel tratto di mare sempre più mortale, diventato oggi l’emblema di un’Europa assente, dove migliaia di vite continuano a chiedere aiuto e sono invece respinte, ignorate, dimenticate”.