Welfare. Convegno Anmic, semplificare procedure invalidità civile

Il passaggio di competenza esclusiva all’Inps per la valutazione dell’invalidità civile nelle province di Pordenone e Gorizia ha prodotto un dimezzamento dei tempi per la procedura che si è conclusa in media in 50 giorni (la legge nazionale impone che il procedimento non superi i 120 giorni). Il dato è stato diffuso dal direttore centrale dell’Inps, Rocco Lauria, al convegno organizzato dall’Anmic-Associazione nazionale mutilati e invalidi su “Invalidità civile, Convenzione Onu e normativa nazionale: criticità e proposte di riforma dei criteri di accertamento”, a cui è intervenuta la presidente della Regione, Debora Serracchiani.

Per Lauria “il modello di un’unica Commissione valutativa rende queste due province del Friuli Venezia Giulia da due anni un modello di efficienza unico in Italia: sarebbe importante estenderlo, anche perché permette notevoli risparmi di risorse che possono essere reinvestite nei fondi per la disabilità”.

Nel corso del convegno, introdotto dal presidente regionale di Anmic, Roberto Trovò, è stato sottolineato come il riconoscimento da parte delle istituzioni della sussistenza dei requisiti per l’accesso ai benefici dell’invalidità civile, rischia di eludere, se il procedimento amministrativo risulta troppo lungo, risposte necessarie.

“L’accertamento è un momento molto delicato per la persona con disabilità ma è oggi un processo complesso, che trova ragione nell’esigenza di gestire correttamente le risorse comuni e rappresenta il risultato della pluridecennale stratificazione normativa con la quale in momenti storici successivi si è tentato di ovviare alle criticità e alle lacune del riconoscimento effettivo dei diritti delle persone con disabilità”, ha ricordato Serracchiani, ringraziando l’Anmic per aver organizzato un momento di studio e confronto su di un momento così cruciale nella vita delle persone con disabilità.

La presidente ha auspicato che la discussione tecnica possa fornire elementi per la semplificazione del processo di accertamento e “quindi tradursi in una riduzione delle barriere di accesso ai benefici e in ultima analisi in una maggiore garanzia dei diritti delle persone con disabilità”.

In Friuli Venezia Giulia, ha ricordato Trovò, sono circa 35 mila gli invalidi civili “e sono in costante aumento, mediamente del 10 per cento annuo”.

Un dato, quello anagrafico, che è stato richiamato anche nella relazione di Lauria. “Nel 2060 gli ultrasessantacinquenni si prevede raggiungeranno quota 20 milioni e, dal momento che l’invalidità colpisce mediamente proprio questa fascia di popolazione, anche la spesa per questo settore si alzerà esponenzialmente”.

Questo in un quadro che vede comunque l’Italia tra gli Stati europei che investe maggiormente in questo settore del welfare (1,8% del Pil rispetto alla media europea del 1,6). Le prestazioni erogate Inps nel 2016 sono state oltre 3 milioni e 400 mila, di cui 2 milioni circa sono rappresentate da indennità di accompagnamento (per una spesa di 17 miliardi). I beneficiari nel 2016 sono stati 3 milioni, per un totale di 19 miliardi di euro di trasferimenti monetari erogati.

Inps ha, tra l’altro, in gestione un programma sperimentale che integrerà economicamente e con ulteriori servizi presso gli Ambiti l’indennità di accompagnamento: una misura che nel 2018 raggiungerà 30 mila cittadini con un costo di 300 milioni, ha reso noto Lauria.

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