Pellegrino (Avs): Pagnacco, impianto a biometano non è a impatto zero: regione e proponenti ascoltino la voce degli abitanti
“A Pagnacco si è costituito un comitato, e quando si costituiscono i comitati è sempre un fallimento per la politica di governo e per i proponenti, ma dà la misura che i cittadini e le cittadine non stanno più a guardare e subire le scelte di chi abusa delle risorse della collettività.” Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, in una nota a margine dell’incontro pubblico svoltosi ieri sera a Pagnacco in merito all’ipotesi di un insediamento di produzione di biometano. “Il biogas è una fonte energetica importante perché trasforma le feci di animali in metano, ma non dobbiamo dimenticare che per farlo è necessaria l’immissione del siero del latte e di cereali, senza contare il consumo di gasolio per i trasferimenti. Inoltre il biometano è annoverato, seppur in forma minore, tra i gas climalteranti. Aggiungo che il sito prescelto è un’area non compromessa dal punto di vista urbanistico e ambientale ma, qualora si procedesse con questa scelta, lo diventerebbe e metterebbe in crisi due comunità che sommate fanno migliaia di cittadini, in un comprensorio che vede la presenza di oltre 20.000 abitanti. La regione – prosegue Pellegrino – faccia la sua parte ma tenga conto della volontà dei cittadini e delle cittadine che non si oppongono all’impianto in sé, ma alla sua collocazione” Pellegrino non manca di esprimere il suo pensiero nei confronti di chi ha condotto il percorso autorizzativo. “E se fino ad ora coloro che hanno gestito e condotto l’iter amministrativo (amministratori, proponenti e professionisti) hanno agito in modo poco trasparente, da questo momento in poi non sono più ammessi nascondimenti. Gli amministratori locali di maggioranza hanno ammesso di non essere conoscitori della materia e hanno modificato la loro opinione, ora sta ai professionisti e ai proponenti avere il coraggio di ammettere di aver sbagliato e di ritirare la richiesta di prevedere quell’impianto nel luogo sbagliato, perché nessuno è in grado di garantire che gli odori saranno eliminati. Impianti omologhi situati in zone residenziali hanno dimostrato che gli impatti odorifici sono importanti. Troppe volte si scelgono progetti che non richiedono la VIA (Valutazione di impatto ambientale) obbligatoria, ma non per questo gli impatti ambientali non ci sono. Della questione – conclude l’esponente Rosso Verde – ne parlerò portandola all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza della IV Commissione di cui sono Vice Presidente, affinché tutti gli attori in campo abbiano la contezza di quanto si sta parlando.”