Segretaria regionale di Autonomia responsabile Giulia Manzan: «Servono garanzie prima di ‘aprire’ il Fvg ai cinesi»

«Non possiamo dire sì a scatola chiusa: vogliamo conoscere i termini della negoziazione tra i due Governi prima di aprire le porte del Fvg al colosso cinese». A dirlo è la segretaria regionale di Autonomia Responsabile Giulia Manzan, che interviene nel dibattito aperto in merito allo sbarco degli imprenditori cinesi al Porto di Trieste nell’ambito della cosiddetta “Via della Seta”. «Il nostro sistema economico funziona grazie a equilibri che l’arrivo di poderosi investimenti dalla Cina potrebbero far venire meno, quindi è necessario approfondire la questione senza farsi “ingolosire” dalle disponibilità economiche del Paese asiatico». Il problema più rilevante, a detta di Manzan, è il rischio che mettendo piede nel Porto di Trieste, le imprese cinesi non facciano arrivare solo materie prime, ma anche prodotti finiti, creando così una concorrenza diretta ai prodotti del “made in Fvg”. «Attraverso il nostro presidente, Renzo Tondo, presenteremo un’interrogazione in Parlamento per conoscere i termini della negoziazione con la Cina – anticipa Manzan –. Serve chiarezza prima di prendere ogni decisione: è fondamentale tutelare in maniera prioritaria gli interessi delle nostre aziende. Se l’Italia, con il governo gialloverde, non sarà in grado di farlo, dovremmo riuscirci a livello europeo».

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