Emissioni Pcb dal camino di Fanna (Pn), Consigliere M5S Capozzella ad assessore Scoccimarro: “risponde fischi per fiaschi”

“Un esposto è già stato fatto, se necessario ne faremo altri”. Lo aveva dichiarato in Consiglio regionale Fvg l’esponente del Movimento 5 Stelle, Mauro Capozzella, dopo la prima risposta dell’assessore all’ambiente Fabio Scoccimarro all’interrogazione a risposta immediata sulle emissioni di PCB (Policlorobifenili) dal cementificio di Fanna che preoccupano non poco gli abitanti della zona. Al centro del dibattito sono ancora una volta le emissioni dei PCB, da tempo nel mirino per il loro potenziale cancerogeno ed interferente endocrino e, per questo, oggetto di divieti e limitazioni nella produzione, uso e commercializzazione.
“Con questa interrogazione ho portato in aula le istanze e le preoccupazioni dei cittadini dell’area circostante quell’impianto che settimanalmente si riuniscono per discutere di questo grave problema per l’ambiente e la salute” aveva aggiunto Capozzella.

Secondo i dati, seppure variabili, trasmessi ufficialmente da Arpa Fvg, aveva ricordato il 17 aprile scorso il consigliere regionale, il camino del cementificio di Fanna rilascia circa 4,3 kg/anno di PCB, un valore che esporrebbe circa 50 mila abitanti nei 15-20 km dell’area interessata alle emissioni di circa 1,5 milioni di volte superiori alla dose tollerabile secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.
Di ieri l’ulteriore comunicato di Capozzella, in risposta alla replica dell’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro: “Sulle emissioni di PCB dal cementificio di Fanna, l’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro risponde fischi per fiaschi. Non abbiamo mai contestato ad Arpa, ASSL, Cementificio e Regione FVG il mancato rispetto della normativa vigente. Noi contestiamo proprio la legge vigente, in quanto le soglie individuate dall’AIA per ciò che riguarda i policlorobifenili sarebbero tecnicamente inammissibili per la salute umana”. È quanto dichiarato dal portavoce in Regione Fvg per il MoVimento 5 Stelle Mauro Capozzella.
“Come già esplicitato all’assessore Scoccimarro, ciò che chiediamo a nome del M5S in Consiglio Regionale è la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Risulterebbe infatti da opportuni calcoli – precisa il consigliere – che la quantità di PCB emessa dal camino citato sarebbe in grado di esporre 50.000 abitanti del circondario ad una dose di PCB superiore di milioni di volte quella tollerabile dall’uomo, indicata dall’OMS”.

“E a nulla vale la replica del settore tecnico di Buzzi Unicem che contesta questi numeri asserendo come la diluizione dei fumi nell’aria porti le dosi di PCB a concentrazioni 200.000 volte inferiori – prosegue Capozzella – poichè i tecnici non hanno tenuto conto di due caratteristiche tipiche di queste molecole, la forte stabilità chimica e la liposolubilità, per le quali le quantità di PCB emesse negli anni si accumulano inalterate nel territorio e si bioaccumulano nelle sostanze grasse degli esseri viventi, procedendo nella catena alimentare al cui vertice c’è l’uomo”.

A rincarare la dose, il portavoce pentastellato alla Camera Luca Sut, firmatario lo scorso mese di un’interrogazione parlamentare volta a riaccendere i riflettori sul problema PCB: “Governo e maggioranza stanno lavorando molto sulle tematiche ambientali e vorremmo che lo stesso si facesse negli Enti locali. Rivedere i limiti di emissione è possibile, così come è possibile intervenire a monte attraverso un procedimento di separazione del PCB in ambito industriale, con brevetti già disponibili a livello universitario che prevedono la completa inertizzazione, operazione industriale che porterebbe anche un aumento occupazionale nella zona – conclude Sut.

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