Festival vicino/lontano 2019, focus legalità domani con Nicola Gratteri, Federica Angeli, Antonio Nicaso, Giorgio Zanchini e Floriana Bulfon

Legalità come parola chiave al festival vicino/lontano 2019 nella giornata di venerdì 17 maggio: si parlerà del contagio delle mafie e del sistema del malaffare, che si è diffuso come una pestilenza nel tessuto economico e sociale dell’intero pianeta. Appuntamento alle 21.30 nella Chiesa di San Francesco a Udine (in collaborazione con il Laboratorio Internazionale della Comunicazione) dove si confronteranno Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro da 30 anni in prima linea contro la ‘ndrangheta e sotto scorta; la giornalista di Repubblica Federica Angeli, anche lei sotto scorta per le sue indagini sulla mafia di Ostia; e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali e tra i massimi esperti di 'ndrangheta e globalizzazione delle mafie, con la moderazione del giornalista Giorgio Zanchini, conduttore per Rai Radio 1 della trasmissione “Radio anch’io”. Da tempo la criminalità organizzata ha imparato a investire i soldi della droga e delle altre attività malavitose nell’economia legale: nell’edilizia, nel terziario, nell’eolico, nei rifiuti, nel turismo, nel lusso, e nei centri di accoglienza. È la corruzione l’ossatura del potere mafioso, che sfrutta una miriade di alleanze strategiche con funzionari pubblici, bancari, avvocati, commercialisti, broker senza scrupoli.

Nella mattinata di domani, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine dalle 8.15 Federica Angeli sarà fra i protagonisti anche della 12^ edizione del progetto “Il piacere della legalità?”, coordinato da Liliana Mauro, momento conclusivo di un percorso formativo incentrato sui temi dell’etica e della responsabilità individuale. Gli studenti degli istituti superiori della città presenteranno i risultati del lavoro di un intero anno scolastico, confrontandosi con testimoni che difendono valori di coerenza, libertà e legalità. Tra gli ospiti, oltre a Federica Angeli, anche il docente Francesco Barone, portavoce del Nobel per la Pace Denis Mukwege, Pierluigi Di Piazza, testimone di solidarietà del Centro Balducci, l’ingegnere informatico John Mpaliza, originario della Repubblica Democratica del Congo e messaggero di pace, Beppe Pagano, fondatore della cooperativa Nco-Nuova Cucina Organizzata di Aversa e il rapper friulano DJ Tubet.

Ed è uscito in questi giorni il libro-inchiesta della giornalista Floriana Bulfon, vittima di molte intimidazioni e adesso sotto vigilanza: per Bur Rizzoli ha pubblicato “Casamonica, la storia segreta. La violenta ascesa della famiglia criminale che ha invaso Roma” (pp 304, € 16). Porta Furba, Vermicino, Tor Vergata, Cinecittà, Quadraro e poi Tor Bella Monaca, fino al confine dell’autostrada per Napoli. Dalla cronista che prima e meglio di tutti ha indagato – anche da infiltrata – sulla “Famiglia”, un documento importante che ripercorre una storia criminale che ha inizio negli anni Settanta e che coincide in modo inquietante con la storia di Roma degli ultimi trent’anni. Floriana Bulfon presenterà il libro a vicino/lontano domani alle 18, nella Libreria Moderna Udinese in dialogo con la giornalista Luana De Francisco. Pure di grande attualità il libro-intervista pubblicato a 15 anni dalla scomparsa del gesuita belga Jacques Dupuis,“Il mio caso non è chiuso. Conversazioni con Jacques Dupuis”, edito da EMI – Editrice missionaria italiana, scritto dal giornalista irlandese Gerard O'Connell tra il 2002 e il 2004. Un faccia a faccia con l’ultimo “eretico”: Jacques Dupuis fu sostenitore della teologia del pluralismo religioso e per questo messo sotto indagine dalla Congregazione per la dottrina della fede di Joseph Ratzinger e dai suoi consulenti - gli attuali cardinali Bertone, Amato, Ladaria, ma anche mons. Fisichella, mons. Crociata e altri - per le «ambiguità dottrinali» e «opinioni pericolose» che oggi sembrano invece assonanti con la visione del dialogo interreligioso di papa Francesco, gesuita come Dupuis. Il libro sarà presentato alle 17.30 nella Libreria Einaudi da Pierluigi Di Piazza in dialogo con Giancarlo Bosetti, direttore dell’associazione Reset Dialogues on Civilizations e autore della prefazione.
La giornata di domani si apre con due eventi inseriti nel programma del festival, a cura dei media partner 2019 di vicino/lontano, Radio1 Rai e Radio Rai1 Friuli Venezia Giulia, che proporranno le loro dirette integrate dai collegamenti della redazione Tgr Rai FVG. Appuntamento, anche per il pubblico, nella Sala Stampa del festival (Galleria Antivari) alle 7.35 con la diretta di “Radio Anch’io” condotta da Giorgio Zanchini insieme a Nicole Ramadori, e alle 11.45 con lo “Speciale vicino/lontano” condotto da Gioia Meloni. In studio moltissimi protagonisti del festival, per affrontare in presa diretta i temi in programma. Molti incontri di vicino/lontano 2019 sono promossi in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, con accreditamento Ecm per gli iscritti.

L’attualità entra nel vivo del programma della seconda giornata a vicino/lontano: alle 18.30 nella Chiesa di San Francesco si proietta il film “Isis, Tomorrow” (distribuzione ZaLab) della giornalista Francesca Mannocchi e del fotografo Alessio Romenzi, che hanno dato voce alle donne di Mosul, mogli e madri di uomini del Califfato, e ai loro bambini. Tutti educati per far sopravvivere quell’ideologia e farla rinascere dalle ceneri dei loro figli, mariti e padri. Gli autori ne discuteranno, dopo la proiezione, con il sociologo esperto di islam Stefano Allievi, con la moderazione di Riccardo Costantini di Cinemazero. In clima di elezioni e democrazia, è quanto mai opportuna una domanda: siamo sicuri che se il “popolo” potesse esercitare direttamente il potere, senza mediazione o rappresentanza, tutto andrebbe meglio? Ne parleranno, a partire dal saggio Uno non vale uno, Massimiliano Panarari, che ne è l’autore, e il giornalista Giorgio Zanchini (venerdì 17, ore 18, Oratorio del Cristo). E sempre alle 18 (alla Fondazione Friuli) riflettori sull’economia del dono nella presentazione del Quaderno di “Edizione” 2018, con Beatrice Bonato, presidente della Sezione FVG della Società Filosofica Italiana, Francesca Scaramuzza, tra i fondatori della Sezione, e Nicola Gasbarro. Alle 20.30, sempre all’Oratorio del Cristo, la guerra nei Balcani e l’assedio di Sarajevo faranno da sfondo alla presentazione, in anteprima nazionale, del primo romanzo edito in italiano (da Bottega Errante) dello scrittore bosniaco Božidar Stanišić, “La giraffa in sala d’attesa”, un libro fatto di relazioni familiari, dialoghi serrati che raccontano un universo altro, il rapporto con la lingua madre e con la terra d'origine, l'accoglienza e l'integrazione. L’autore dialogherà con la docente e traduttrice Alice Parmeggiani e con il poeta Maurizio Mattiuzza. Anche il Salone del Popolo di Palazzo D’Aronco ospita un intenso calendario di incontri di approfondimento del festival. Domani si parlerà, in positivo, di contagi e contaminazioni tra le lingue, alle 18, in un focus a cura dell’ARLeF, che vedrà coinvolti i linguisti Giorgio Cadorini, esperto di lingua friulana e latino protoromanzo, la docente di linguistica all’Università di Udine Fabiana Fusco e lo scrittore Gaston Dorren, con la moderazione del giornalista Walter Tomada. A un’altra forma di contagio, quello della figura dello zombie nel cinema, nella letteratura e in politica, è dedicato l’appuntamento che vedrà coinvolti il docente di Storia dei media Massimo Scaglioni, il docente di forme audiovisive della cultura popolare Giacomo Manzoli e il docente di filosofia politica Damiano Palano, moderati dal presidente dell’associazione Territori delle Idee Damiano Cantone (Salone del Popolo, ore 19.30).

Il programma completo di vicino/lontano 2019 sul sito www.vicinolontano.it

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