Fvg ancora ai “vertici”, dati ricoveri in area medica Covid sono “record” nazionale con numeri da zona rossa

Anche se nella consueta nota delle Regione Fvg non si evidenzia il dato, sul Covid il vero problema non sono più il numero dei contagi ma i 519 ricoveri in area medica con +14, numeri da zona rossa, ancora un record nazionale con il 40% di occupazione nei reparti ordinari, il dato più elevato in Italia. Il rischio zona rossa è quindi concreto e anche se l'impianto delle Regioni a colori potrebbe essere eliminato presto a restare in piedi sarà proprio la zona rossa, ormai unico vero timore delle Regioni, che comunque non dovrebbe essere eliminata. Dati alla mano, ci sono alcune Regioni che si avvicinano pericolosamente alla zona rossa e fra queste la nostra e la Regione che ci si avvicina di più: ha superato la soglia in area medica, fissata al 40%, ed è distante pochi punti percentuali da quella di terapia intensiva, fissata al 30%. Unico dato positivo il fatto che scendono di una unità le persone ricoverate nelle terapie intensive ora 42, una in meno rispetto a ieri. Ovviamente l'assessore alla salute cerca di sottovalutare il dato drammatico con la solita litania della sua bravura, così intervenendo all'inaugurazione del nuovo hub vaccinale di San Vito al Tagliamento nella zona industriale di Ponterosso racconta che "Il Friuli Venezia Giulia è perfettamente in linea con gli obiettivi di vaccinazione fissati dal commissario straordinario, il generale Figliuolo, anzi li ha superati; ora siamo chiamati a insistere nella campagna, in particolare con i minori e nella fascia tra i 30 e 60 anni di età, ma al tempo stesso a concentrare l'attenzione sull'altra sanità, quella di chi attende interventi chirurgici rinviati per via del sovraccarico Covid". In sostanza si trasforma in merito quanto era ovvio dovesse essere fatto. Ma c'è di più prosegue nella sua politica di indebolimento della sanità pubblica raccontando che, nel caso del nuovo hub vaccinale di San Vito, siamo al "frutto del ripetersi di un'alleanza tra la sanità pubblica, il sistema delle categorie economiche e del volontariato". Fattore positivo se non fosse che è utilizzato non in affiancamento ma in sostituzione di strutture che dovrebbero essere pubbliche. "Per quanto riguarda l'andamento del contagio - ha osservato Riccardi - ci aspettiamo una stabilizzazione della curva nell'arco di questa settimana, ma per vederne gli effetti sui ricoveri ordinari e nelle terapie intensive occorrerà attendere una decina di giorni o un paio di settimane”. Ovviamente lui non ha alcuna responsabilità che come spiega è della gente friulana e giuliano-isontina, visto che lo stesso Riccardi afferma: “Certo è che in Friuli Venezia Giulia ... è regione storicamente restia nella quale l'antinfluenzale vedeva un'adesione sotto il 20 per cento dei sanitari. Immaginiamoci cosa sarebbe accaduto se con una variante otto volte più contagiosa la campagna vaccinale non fosse stata massiccia. Ora però - ha concluso il vicegovernatore - la riflessione che dobbiamo fare tutti insieme riguarda un cambio di passo, che deve riportare al centro del nostro sistema di salute le cure per chi ha visto bloccate le prestazioni per altre patologie e che attende giustamente di ricevere risposte". Caustico sulle dichiarazioni di Riccardi, Salvatore Spitaleri, membro dell’assemblea nazionale del Pd: “Suona particolarmente singolare la valutazione dell’assessore Riccardi quando imputa, come d’abitudine, a un non meglio precisato passato le responsabilità degli "impietosi numeri sulla vaccinazione Covid in Friuli Venezia Giulia. In questa regione chi comanda non ha saputo utilizzare l’importante ruolo dei medici di medicina generale e dei pediatri, sui centri vaccinali si scelgono solo occasioni di visibilità mediatica invece che diffusione sul territorio, le appostazioni di bilancio in tema di prevenzione e salute pubblica sono state fino ad ora sostanzialmente a carico del solo Governo nazionale, e nell’ultimo triennio sulla campagna antinfluenzale non si è investito nulla né in comunicazione né in promozione”. “Nella Regione ancora devastata dal Covid – aggiunge Spitaleri - è fuori luogo vantare di aver raggiunto i risultati fissati da Figliuolo. Anzi è più fuori luogo alla luce dell’atteggiamento tenuto dalla Giunta regionale e da gran parte del centrodestra rispetto alle scelte sui greenpass del Governo che proprio la vaccinazione hanno sempre tentato di incentivare. La cultura della prevenzione si costruisce con comportamenti coerenti, prima di tutto, del decisore politico, poi con chiare indicazioni, finora assenti, della programmazione sanitaria”.