Grado: da venerdì a domenica “Nel mezzo dell’Inferno”, chiude la stagione del Biagio Marin

Nel mezzo dell’Inferno – Dante_Dore_Illustrazione Massimo Racozzi
Nel Mezzo dell’Inferno, la performance in realtà virtuale immersiva dove il pubblico, indossando i visori, compie un viaggio nell’opera di Dante Alighieri, chiuderà nei prossimi giorni la stagione teatrale 2024/2025 di Grado. La rappresentazione, per singolo spettatore, si terrà da venerdì 4 a domenica 6 aprile, con turni di 40 minuti dalle ore 15 alle 22.20, sul palco dell’Auditorium Biagio Marin.
La drammaturgia è firmata da Fabrizio Pallara – anche regista – e Roberta Ortolano, le musiche sono di Økapi, la modellazione e l’animazione 3D di Massimo Racozzi, la progettazione degli ambienti architettonici è stata affidata a Sara Ferazzoli, mentre lo sviluppo della realtà virtuale è opera di Alessandro Passon. Le voci sono di Valerio Malorni (Virgilio, Caronte), Lorenzo Gioielli (Ulisse, Farinata degli Uberti, Conte Ugolino) e Silvia Gallerano (Beatrice e Francesca).
Lo spettacolo inizierà con un prologo: uno spazio di accoglienza e raccoglimento iniziale, che metterà ciascuno di fronte al proprio io e alla domanda: Perché fare questo viaggio? Quali i desideri e le paure? Indossato il visore, lo spettatore sarà accompagnato oltre il muro che separa l’aldiquà dall’aldilà e lasciato al suo viaggio. La prima parte del quale sarà uguale per tutti, mentre la seconda condurrà casualmente gli spettatori in tre luoghi selezionati tra gli ambienti infernali per ricondurli poi nuovamente a un comune finale.
Dante compone l’Inferno durante l’esilio, creando una narrazione di evoluzione e redenzione. Il protagonista, guidato dalla volontà divina, trova sostegno nelle relazioni con gli altri: gli spiriti e Virgilio, ma soprattutto Beatrice, sua guida. L’Inferno mette il poeta e il lettore di fronte a fragilità profonde e paure, mostrando la possibilità di creare un mondo speculare attraverso la letteratura. La Realtà Virtuale Immersiva, con suono e spazio 3D, offre un’esperienza di trasformazione senza sostituire la realtà, ma stimolando ricerca e cambiamento.