Partnership italo-croata di istituti di ricerca e industrie per migliorare la filiera degli allevamenti ittici nel mare Adriatico

Sette enti di ricerca, un consorzio e quattro industrie italiani e croati collaboreranno per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative nell’itticoltura, finalizzate a migliorare la sostenibilità e la produttività degli allevamenti ittici marini italiani e croati, garantendo un elevato livello di salute e prodotti di alta qualità per i consumatori, nonché acque pulite. Sono questi gli obiettivi del progetto “AdriAquaNet. Migliorare l’innovazione e la sostenibilità dell’acquacoltura nell’Adriatico” (www.italy-croatia.ue/adriaquanet), prima iniziativa di cooperazione che coinvolge le due sponde del Mare Adriatico per il miglioramento della qualità dell’acquacoltura. Il progetto è finanziato dal Programma UE Interreg V Italia-Croazia 2017-2020 per 2 milioni 740.408 euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale e per 483 mila 601 euro da cofinanziamento nazionale.

Guidato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Udine, al progetto partecipano circa cento esperti italiani e croati che lavoreranno per i prossimi due anni e mezzo con lo scopo di trasferire conoscenze avanzate e nuove tecnologie su tutta la filiera dell’acquacoltura, dalla gestione degli impianti di produzione fino al mercato dei prodotti lavorati.

Il progetto AdriAquaNet sarà presentato a Udine lunedì 24 giugno alle 9.30 nell’aula magna di piazzale Kolbe 4. Porteranno i saluti Roberto Pinton, rettore eletto dell’Università di Udine, Stefano Zannier, assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Paolo Ceccon, direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4a) dell’ateneo friulano. Seguirà un video messaggio da parte di Agnès Monfret, responsabile comunicazione, direzione generale per la politica regionale e urbana della Commissione Europea. Alle 10.30 la presentazione del Programma UE Interreg V Italia-Croazia 2014-2020 sarà affidata a Marin Miletic, project manager. Alle 10.50 il progetto AdriAquaNet sarà illustrato da Marco Galeotti, del Di4a, coordinatore del progetto.

Interverranno inoltre: Sabina Passamonti (Università di Trieste), Emilio Tibaldi (Università di Udine), Ivona Mladineo (Istituto di Oceanografia e Pesca, Spalato, Croazia) e Snježana Zrnčič (Istituto Veterinario Croato, Zagabria, Croazia). Andrea Fabris, direttore dell’Associazione piscicoltori italiani (API), trarrà le conclusioni.

Nell’occasione saranno proiettati i video “Pure Nature SEA” (Cinefly Production - Archivio PromoTurismo FVG) e Mini Udine (Drone Reportage – Archivio PromoTurismo FVG).

Il progetto parte dalla ricognizione delle esigenze d’innovazione e sviluppo espresse dalle aziende e dalle conoscenze e tecnologie disponibili negli enti di ricerca. Ogni ente di ricerca avrà il compito di favorire le applicazioni tecnologiche nelle aziende, che sperimenteranno le innovazioni. Dopo la prima fase pilota, seguirà quella della formazione tecnico-scientifica degli addetti del settore, sia in Italia che in Croazia.

I tre grandi temi del progetto sono: “The Fish Farm”, per trasferire maggior sostenibilità e qualità all'allevamento ittico con soluzioni innovative nell’alimentazione del pesce allevato e nel risparmio energetico negli impianti produttivi; “The Fish Doctor”, per migliorare la gestione degli aspetti sanitari attraverso la preparazione di nuovi vaccini e la messa a punto di terapie a base di prodotti naturali, nonché la predisposizione di un metodo per monitorare il benessere del pesce allevato; “The Fish Market”, per migliorare la qualità sensoriale e igienico-sanitaria del pesce fresco e studiare nuovi prodotti trasformati, anche valutando il gradimento dei consumatori.

Il progetto, in particolare, si focalizzerà sulla messa a punto di nuovi metodi di alimentazione del pesce d'allevamento, in modo da migliorarne benessere e qualità, di nuovi vaccini e composti naturali a supporto della salute dei pesci, di nuovi sistemi di gestione dei rifiuti da allevamenti di mare, così da estrarre biocarburanti riducendo l'inquinamento delle acque. Si punterà inoltre all’elaborazione e commercializzazione di nuovi prodotti alimentari per raggiungere più consumatori. Infine, queste tecnologie saranno trasferite a 25 piccole e medie imprese, con la formazione di un gruppo di 50 operatori del settore.

«Tutte queste innovazioni – spiega Marco Galeotti, docente di patologia generale e anatomia patologica veterinaria dell’ateneo di Udine, coordinatore progettuale - sono essenziali per una sempre maggiore integrazione tra ambiente e attività di acquacoltura, al fine di rendere gli allevamenti ittici compatibili con il paesaggio e il turismo, per fornire il mercato di pesce sano, controllato e dall’elevato potere nutrizionale, e per la sostenibilità sociale ed economica della filiera».

«La maricoltura adriatica – aggiunge Sabina Passamonti dell’Università di Trieste - fornisce prodotti ittici molto apprezzati sia dai mercati locali sia da quelli più lontani. Questo settore può svilupparsi ulteriormente grazie alle nuove tecnologie e a un potenziamento dell’informazione verso i consumatori. Il settore può offrire opportunità di lavoro altamente qualificate e promuovere l'economia locale».

I partner del progetto sono: Università di Udine (coordinatore), Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali; Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della vita; Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Padova); Consiglio Nazionale della Ricerca, Dipartimento di Scienze chimiche e tecnologia dei materiali (Padova); Ittica Caldoli Società Agriocla a rl (Foggia); Friultrota di Pighin srl (San Daniele del Friuli, UD); Istituto veterinario croato (Zagabria); Istituto di Oceanografia e Pesca (Spalato); Università di Rijeka/Fiume, Facoltà di gestione del turismo e dell’ospitalità; Klaster Marikultura - Associazione degli allevatori croati di acquacultura (Spalato); Friškina d.o.o. (Spalato); Orada Adriatic d.o.o. (Cherso).