Sui parchi fotovoltatici la Giunta Fedriga decide di non decidere. Nessuna moratoria i progetti speculativi di consumo del suolo proseguono

Non decidere è spesso una decisione. Potremmo sintetizzare così il “rallentamento” della discussione sulla proposta di legge avanzata dall'opposizione sui parchi fotovoltaici e relativo consumo del suolo. In particolare l'assessore Scoccimarro ha quindi rimarcato che "il provvedimento, sarà inserito all'interno del prossimo Assestamento di bilancio, verrà adottato dalla Giunta non appena resi noti alla Regione gli esiti della Conferenza Stato-Regioni sul tema e “poi sarà sottoposto al Consiglio, dove auspico venga accolto da un'ampia convergenza politica e istituzionale. Quest'atto consentirà di disciplinare la localizzazione degli impianti fotovoltaici di potenza superiore a un megawatt localizzati nelle zone agricole e forestali, nel rispetto degli obiettivi del Piano paesaggistico regionale. I progetti in questo ambito dovranno quindi rispettare determinate condizioni poste a salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico e la norma contemplerà anche l'individuazione di aree non idonee ad ospitare impianti fotovoltaici a terra". Insomma non solo si decide di non decidere ma si abiura in maniera chiara ad un ruolo fondamentale dell'autonomia regionale quello relativo alla gestione del proprio territorio. Il perchè di questa posizione è abbastanza chiaro, nelle more delle decisioni, alcuni progetti amici ma certamente impattanti verranno se non realizzati del tutto, messi in operatività, un piede nella porta che non consentirà di chiuderla. Proteste come era prevedibile dalle opposizioni: secondo Shaurli (Pd), su limiti a fotovoltaico Fedriga non sceglie. "Il presidente Fedriga fa votare ai suoi l’ennesimo rinvio sulle regole agli impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli e naturali. Nel frattempo centinaia di ettari di terreni naturali rischiano di andare persi, un mercato e un consumo di suolo incontrollato crea timori e tensioni sociali nei nostri Comuni lasciati soli". Ricordando che "il Pd ha presentato una proposta di legge ormai sei mesi fa, firmata da altre forze di opposizione e da esponenti della maggioranza", Shaurli puntualizza che "siamo una Regione autonoma e possiamo scegliere di preservare ettari di territorio naturale, individuando subito le aree non idonee a tali impianti e indirizzando l’utilizzo di coperture e tetti e, se serve a terra, in aree ex militari e industriali dismesse anche incentivandone la bonifica". "Potevamo essere una Regione all’avanguardia ma - conclude l'esponente dem - Fedriga e la sua maggioranza hanno scelto di non scegliere e chi rischia di pagarne le conseguenze sono Comuni, cittadini e territorio".
Anche secondo Moretuzzo di Patto per l'autonomia «Non c’è più tempo. Servono indirizzi chiari per governare il cambiamento e fermare le speculazioni». «La Regione, spiega Moretuzzo, deve governare il processo di realizzazione di parchi e impianti fotovoltaici sul territorio attraverso azioni precise e lo deve fare subito. Invece continua a rimandare il tema». «Con la nostra mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 29 giugno scorso, la Giunta si è impegnata a provvedere tempestivamente alla definizione di aree non idonee alla costruzione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, tra le quali, per l’appunto, anche il fotovoltaico. Chiedevamo inoltre che la competenza sulla pubblica utilità degli impianti passasse alla Regione rivendicando gli strumenti di azione che ci concede la specialità regionale, che ancora una volta rimane sulla carta», ricorda il capogruppo del Patto per l’Autonomia, sottolineando l’urgenza di una «transizione ecologica anche nel campo energetico assieme alla definizione di indirizzi chiari da parte della Regione. Diversamente, visto l’aumento esponenziale di richieste del fotovoltaico in regione, andremo incontro allo stravolgimento del paesaggio, minacciato da un nuovo consumo di suolo, e alla perdita di produzione agricola». «Riteniamo la decarbonizzazione un obiettivo irrinunciabile da perseguire prima possibile e ci siamo espressi più volte a favore di un aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili portando il nostro contributo di idee – ricorda Moretuzzo –. Sappiamo bene che l’energia fotovoltaica va incentivata laddove ci sono le condizioni per farlo. Da questo ragionamento, nasceva la proposta di riconoscere contributi alle imprese per l’acquisto di pannelli fotovoltaici da installarsi sulle strutture coperte di propria competenza, ma, in generale, le nostre proposte non sono state prese veramente in considerazione e, pur con una disponibilità di risorse significativa, l’Amministrazione Fedriga ha continuato a finanziare opere secondo logiche del passato, mentre ora è quanto mai necessario un cambio di passo. Un processo che richiede una pianificazione stringente e deve essere guidato dall’interesse pubblico, non dal profitto privato, come sta accadendo ora».
Ancora più duro il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Cristian Sergo: “Attendiamo con ansia di poter leggere le norme che il centrodestra, dopo un anno che lo chiediamo, si appresta a portare in aula per evitare la proliferazione dei parchi fotovoltaici sui nostri terreni agricoli, spesso considerati di pregio”. “Per la terza volta abbiamo presentato un emendamento per introdurre una moratoria, solo ed esclusivamente per gli impianti fotovoltaici su terreno agricolo, di fatto gli unici non incentivati dallo Stato e che proprio per questo, a nostro avviso può essere prevista. Questa volta forti dell’impegno che a luglio era stato assunto dalla Giunta Regionale di arrivare alla sospensione delle autorizzazioni a settembre” continua Sergo. “Se questa fosse stata la volontà della maggioranza che governa questa Regione e questi processi, la moratoria andava approvata adesso, visto che nulla ha a che vedere con la Conferenza Stato – Regioni di domani, utilizzata dal centrodestra come motivazione per rinviare in Commissione la proposta di legge – conclude Sergo -. Noi attendiamo fiduciosi, nella speranza che quanto è stato detto oggi in aula trovi concretezza, anche se temiamo che molti, se non tutti gli impianti di cui si parla nei Comuni verranno comunque autorizzati. Così dovesse essere, ognuno se ne assumerà le responsabilità per quanto fatto. o meglio non fatto. in questi anni”.

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