A rischio dopo 30 anni il centro ambulatoriale per i disturbi alimentari di San Vito al Tagliamento

A fine Aprile verrà chiuso lo storico centro ambulatoriale per i disturbi alimentari di San Vito al Tagliamento, che aperto nel 1996, era stato il primo in Regione e il secondo pubblico in Italia. L’allarme giunge dal  coordinamento del Sanvitese per la Sanità pubblica che spiega: “per almeno venti anni si è tergiversato sulla decisione di completare il servizio con il centro residenziale e la sua realizzazione nel nostro territorio, è rimbalzata tra le promesse da una giunta regionale ad un’altra. Abbiamo imparato che è sempre l’interesse di parte politica a determinate le scelte e purtroppo anche questa volta è così. Si è deciso infatti di realizzare il Centro Residenziale per minori e trasferire anche l’attuale ambulatorio a Roveredo in Piano, sembrerebbe per tacitare le richieste del sindaco di Roveredo, dopo la chiusura della locale RSA. Ricordiamo che la scelta di San Vito al Tagliamento come sede per realizzare un polo specialistico per i disturbi dell’alimentazione, era logica per più motivi:- la lunga esperienza e competenza della equipe che ha ricevuto un’alta formazione- la vicinanza a un ospedale dotato di Pronto Soccorso, Terapia Intensiva e di una Pediatria, che è stata la prima ad accogliere i ricoveri delle ragazze e ragazzi in situazioni più critiche che si rivolgevano al centro ambulatoriale.- la presenza al distretto dei Servizi di Neuropsichiatria infantile, CSM e SerD;- la presenza nel territorio di tre Istituti scolastici superiori. Il Coordinamento del Sanvitese per Sanità Pubblica, che raccoglie il malessere delle cittadine e dei cittadini, non si rassegna e ancora una volta denuncia questa nuova azione della giunta regionale tesa a impoverire ulteriormente l’offerta sanitaria nel nostro ambito territoriale, come è già successo con l’inutile chiusura del punto nascita, l’indebolimento della radiologia, chirurgia e ginecologia, la riduzione dei posti letto in medicina e la chiusura della RSA. Incomprensibile invece il silenzio dei Sindaci dell’ambito, responsabili della salute dei cittadini che rappresentano. Riteniamo che sia arrivato il momento che chi governa la Regione smetta di usare risorse pubbliche e bisogni essenziali delle persone come strumenti di conflitto politico, penalizzando i cittadini che scelgono amministrazioni di colore diverso da quello regionale. È necessario che tutti i Sindaci dell’ambito, uniti, si attivino per la difesa della salute e della sanità del nostro territorio come diritto fondamentale e interesse della collettività”.