Oggi ad Aviano la Marcia per la Pace, corteo nazionale contro guerre e riarmo
Di fronte al rumore delle armi, c’è chi vuole far sentire con vigore la propria voce. Una manifestazione nazionale, unitaria e nonviolenta per chiedere la fine delle guerre, fermare il riarmo e rilanciare il valore della pace. È questo l’obiettivo dell’iniziativa che si svolgerà questo pomeriggio (sabato 6 giugno) ad Aviano, in provincia di Pordenone, promossa da ANPI Regionale FVG, CGIL, Tavolo della Pace, Global Sumud Flotilla, Rete italiana Donne in Nero e numerose altre organizzazioni sociali e associative. Sono attese centinaia di persone provenienti dal Nordest e da tutta Italia per una mobilitazione che porterà il tema della pace fino ai cancelli della base militare USAF.
IL PROGRAMMA
La giornata prevede il ritrovo alle ore 15.00, in piazza Duomo. Alle 16.00 partirà il corteo diretto verso la base statunitense. Una volta raggiunta l’area esterna, si terrà un’iniziativa nonviolenta durante la quale verranno ribadite la condanna delle guerre e la contrarietà al riarmo. Sono previsti interventi di rappresentanti di ANPI Nazionale, CGIL Nazionale, Global Sumud Flotilla, Centro Balducci, Fondazione Di Vittorio, BDS Italia e di alcune forze politiche.
Richiamandosi all’articolo 11 della Costituzione italiana, i promotori intendono lanciare un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché le crisi internazionali vengano affrontate attraverso il dialogo e la diplomazia, senza ricorrere alle armi. L’iniziativa non sarà soltanto una protesta, ma anche una proposta. Gli organizzatori chiedono, infatti, che le risorse vengano indirizzate verso il welfare, la tutela dell’ambiente, la giustizia sociale e il sostegno alle persone, anziché verso l’aumento delle spese militari: una scelta che diventa sempre più urgente mentre molte famiglie e numerose realtà produttive affrontano difficoltà economiche e occupazionali.
La manifestazione si svolgerà in forma pacifica e nel rispetto delle norme di sicurezza. Il messaggio che partirà da Aviano punta ad andare ben oltre i confini del Friuli Venezia Giulia: ribadire che la pace non è un’utopia e né una semplice aspirazione, ma una scelta politica e civile da costruire quotidianamente.




