Ambiente. Capozzi (M5S): Elettrodotto Würmlach–Somplago, costi triplicati

“L’Agenzia di regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera), nelle scorse settimane ha deliberato il nulla osta alla realizzazione in cavo interrato dell’elettrodotto Würmlach -Somplago, lungo circa 51 chilometri, 40 dei quali nella provincia di Udine. Tuttavia, i privati hanno rinunciato all’investimento e non si sa ancora chi lo realizzerà”.

Lo rende noto la consigliera regionale Rosaria Capozzi del MoVimento 5 Stelle, forza politica che negli anni si è sempre battuta affinché l’eventuale realizzazione dell’elettrodotto, inizialmente previsto con piloni e cavi aerei, avvenisse in cavo interrato, per non deturpare le bellezze della nostra montagna.

“Stiamo parlando di un’opera presentata nel 2004 da una cordata di imprenditori friulani – aggiunge l’esponente del M5S in una nota stampa – e che, nel 2011, l’attuale ministro Luca Ciriani, all’epoca assessore regionale all’Energia, riteneva di rilevante interesse e strategica per la nostra economia. Il progetto è stato finanziato con 200mila euro di fondi europei, ma ormai sono scaduti i cinque anni di tempo per realizzarlo dalla Valutazione di impatto ambientale del 2021 e sarà perciò necessaria una proroga richiesta da Alpe Adria Energia in aprile, alla quale la Regione Fvg si è già detta favorevole. Terna sostiene però che la società avrebbe rinunciato a realizzare l’opera”.

“Un passaggio non da poco, a dimostrazione di come questi impianti non siano più funzionali nemmeno a chi li ha richiesti, avendo puntato sulle fonti rinnovabili, più facili da realizzare. Terna, tuttavia, insiste e sostiene – precisa Capozzi – che lo sviluppo dell’interconnessione Somplago–Würmlach risponderebbe a esigenze immediate del Sistema elettrico nazionale”.

“Al momento, quindi, esistono due opzioni al vaglio. Una – spiega ancora Capozzi – contempla la divisione dei costi tra Terna, cui spetterebbe il 71% dell’investimento, e il gestore indipendente della rete austriaca Austrian Power Grid (APG), al quale rimarrebbe il restante 29%. La seconda prevede invece che l’investimento sia interamente a carico della società italiana ma nel frattempo, per costruire un’opera che avrebbe dovuto costare 100 milioni di euro, ne potrebbero servire fino a trecento. Un valore che rimetterebbe in discussione anche i fondi che i proponenti si sono impegnati a garantire ai Comuni per interventi di riequilibrio ambientale, solo tre milioni di euro, pari al 3% dell’importo allora stimato. Pertanto chiederemo alla Regione di rivedere la delibera di marzo 2023 con cui è stata approvata la convezione con Alpe Adra Energia”.

“Le stime di costo del progetto, in particolare per quanto concerne il territorio austriaco – sottolinea, in conclusione, la rappresentante pentastellata – sono attualmente oggetto di approfondimenti congiunti tra Terna e APG. Anche il valore della capacità di trasporto disponibile per l’interconnessione risulta pari a 117 MW e non a 250 MW, come da studi preliminari sviluppati da Terna. Infine, mancano ancora alcune autorizzazioni per i lavori in Austria e serve una proroga in Italia. Persistono concreti e rilevanti dubbi anche sull’entrata in esercizio, prevista per il 2032, non sapendo, a trent’anni dall’istanza, nemmeno chi realizzerà la linea. Possibile che un’opera che costa il triplo e ha una capacità dimezzata possa ritenersi ancora strategica per la nostra economia?”.