Amministratori a Nordest: Venanzi (Pd), serve nuovo Patto Stato-città

“Servono nuovi strumenti nazionali per consentire ai Comuni di intervenire sulle aree abbandonate, sostenere i centri storici e riequilibrare il rapporto tra piccolo commercio e grande distribuzione. Serve un nuovo patto tra Stato e città”. Lo ha dichiarato oggi a Udine il vicesindaco Alessandro Venanzi, a margine dell’incontro “Il Nordest che funziona. Le città che costruiscono futuro”, dedicato alle buone pratiche delle amministrazioni di centrosinistra, con il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il sindaco di Imola Marco Panieri, il vicesindaco di Padova Antonio Bressa.
Venanzi ha spiegato che “l’incontro nasce dalla convinzione che il Nordest possa tornare a essere protagonista, se saprà interrogarsi con coraggio sui propri cambiamenti e costruire risposte nuove, partendo dalle città”. Chiarendo il senso del confronto con gli altri amministratori, il vicesindaco ha evidenziato che “gli enti locali sono il luogo in cui i problemi diventano immediatamente visibili: lo spopolamento dei centri storici, i negozi sfitti, gli edifici abbandonati, le grandi aree dismesse, le difficoltà delle famiglie e delle persone anziane”, precisando però che “sono anche il luogo in cui si possono sperimentare soluzioni, creare servizi e generare nuove opportunità”.
Citando l’Experimental City all’ex caserma Osoppo, Venanzi ha indicato questo intervento come la dimostrazione che “quando lo Stato affida alle città strumenti e risorse adeguate, è possibile trasformare un’area abbandonata in un luogo di servizi, attività, sport e nuove prospettive per la comunità”.
“Abbiamo bisogno di strumenti nazionali – ha sintetizzato il vicesindaco di Udine – che consentano ai Comuni di intervenire con maggiore efficacia nelle aree a basso sviluppo economico, nei centri cittadini più ‘deboli’, sugli edifici storici privati che rischiano l’abbandono, nelle aree industriali dismesse costose da bonificare”.
E dato che “da sole, le amministrazioni comunali non possono sostenere il peso economico e operativo di queste trasformazioni”, Venanzi ha chiesto “un nuovo patto tra Stato e città, capace di finanziare la rigenerazione urbana, sostenere il rilancio dei centri storici e offrire prospettive reali anche alle aree più fragili. Potremmo avere anche più strumenti per difendere i piccoli esercizi che – ha concluso – tengono vivi i quartieri e i centri cittadini”.