Mobilitazione #NoDdl1004: il 2 ottobre a Montecitorio e da oggi in tutta Italia

Il Coordinamento del Comitato Promotore ha annunciato che venerdì prossimo, 2 ottobre, dalle ore 14 alle ore 16, a Roma, davanti a Montecitorio, in occasione della discussione del provvedimento in Aula alla Camera si terrà un nuovo presidio contro il cosiddetto Disegno di legge Antisemitismo.
L’appuntamento è promosso da oltre 250 realtà che hanno sottoscritto l’appello per fermare la “norma-bavaglio”, che, sovrapponendo la definizione di antisemitismo con il diritto di critica nei confronti delle politiche dello Stato d’Israele ai danni del popolo palestinese, se approvata, rischia di compromettere la libertà d’opinione e il diritto al dissenso, sanciti dall’articolo 21 della nostra Costituzione.
“Come già fatto in una lettera aperta torniamo a chiedere a tutte le deputate e i deputati di non votare un provvedimento che, per legge, metterebbe il bavaglio alla denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese, della pulizia etnica e dell’apartheid. Ribadiamo che la definizione dell’Ihra va eliminata, in quanto lesiva della libertà d’opinione. In alternativa all’approccio dell’Ihra, richiamiamo la scelta già compiuta dall’Ordine dei giornalisti, che ha indicato nella Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo un riferimento equilibrato e rigoroso: uno strumento capace di contrastare efficacemente ogni espressione di odio verso gli ebrei senza compromettere la libertà di stampa, di ricerca e di critica politica”, ha dichiarato il Coordinamento del Comitato Promotore #NoDdl1004.
“Tante le iniziative già in corso – o che si svolgeranno in concomitanza – in decine di città in tutta Italia, come quella di domani, 30 settembre, a Venezia, con l’assemblea all’Università Ca’ Foscari aperta alla cittadinanza, che vedrà la mobilitazione del mondo accademico o quella del 1° ottobre, a Milano, in piazza Scala e del 2 ottobre a Catania. Da Milano a Catania l’onda di protesta attraverserà tutta l’Italia con una nuova mobilitazione diffusa, che proseguirà in crescendo fino, e oltre, il 10 ottobre, Giornata mondiale di mobilitazione per la difesa del popolo palestinese”, ha aggiunto il Coordinamento.
Ecco l’elenco delle iniziative già pianificate:
oggi, 29 settembre – a Cuneo (viale Angeli, angolo corsoso Brunet, ore 17:00) e a Novate Milanese (piazza della Chiesa, ore 18:00);
domani, 30 settembre – ad Alghero (via Mazzini 99, ore 18:30), a Trevi (piazza Garibaldi, ore 18:00) e a Venezia (assemblea presso l’Università Ca’ Foscari aperta alla cittadinanza, ore 10:00);
venerdì 1 ottobre – a San Donà di Piave (piazza Indipendenza, ore 19:30), a Treviso (piazza Borsa, ore 18:30), a Sondrio (piazza Campello, ore 18:00), a Tirano (piazza Marinoni, ore 18:00), a Bormio (piazza del Kuerc, ore 18:00), a Varese (piazza Montegrappa alle 18:30) e a Milano (piazza della Scala, ore 17:30);
sabato 2 ottobre – a Catania (via Etnea, angolo Prefettura, ore 17:00), a Brescia (ore 18:00), a Siracusa (piazza Archimede, di fronte alla Prefettura, ore 18:00), a Quarto d’Altino (piazza San Michele, ore 18:00), a Vicenza (ore 18:00) e a Reggio Emilia (piazza Prampolini, ore 18:00);
domenica 3 ottobre – a Biella (Giardini Zumaglini, ore 17:00); 9 ottobre, a Vergato (piazza/via Bologna, ore 18:00);
sabato 10 ottobre – a Verona (piazza San Nicolò, ore 17:00).

LA DENUNCIA E LA PROTESTA CONTRO I CRIMINI INTERNAZIONALI NON SI CENSURANO
Lettera aperta ai leader e ai deputati di tutti i Gruppi Parlamentari della Camera

Gentili Onorevoli,
vi chiediamo pubblicamente una presa di posizione netta sul disegno di legge contro l’antisemitismo attualmente in discussione.
Non un comunicato di circostanza, che condanna genericamente ogni forma di odio tacendo sul reale contenuto del testo, né un esercizio retorico da talk show, bensì un impegno chiaro e trasparente nei confronti delle elettrici e degli elettori che nel 2027 saranno chiamati alle urne.

Ci rivolgiamo a tutte le forze autenticamente democratiche, o che come tali si dichiarano, affinché si oppongano a un provvedimento che consideriamo gravemente lesivo delle libertà fondamentali: una norma che rischia di mettere a tacere il vasto movimento popolare che, in questi mesi, ha scelto di non restare indifferente di fronte ai crimini commessi in Palestina e alla catastrofe umanitaria a Gaza.
Perché, come ci insegna Hanna Arendt ne La banalità del male, sono l’indifferenza, l’assenza di consapevolezza ed empatia che offrono carta bianca alla scrittura della pagine più buie della Storia.

Un anno fa la Commissione d’inchiesta Onu ha definito ufficialmente “genocidio” quanto sta ancora accadendo in Palestina, venendo per questo accusata di “antisemitismo” dal Governo israeliano. Un attacco, questo rivolto all’ONU, paradigmatico del rischio legato alla sovrapposizione tra antisemitismo, diritto al dissenso e crimini d’odio, per prevenire e punire i quali in Italia già esistono strumenti normativi, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205).
Basterebbe garantirne l’applicazione, in realtà non serve una nuova legge.

Vi chiediamo pertanto di votare contro questo Ddl. Il testo intende recepire per via legislativa la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), la quale ha proprio questa caratteristica disfunzionale: sovrappone e confonde la legittima critica alle scelte dello Stato di Israele con l’odio antiebraico.
In particolare, diversi esempi operativi allegati alla definizione IHRA rischiano di tradursi in una pesante limitazione della libertà d’ espressione — principio cardine sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione — e del diritto di denunciare violazioni del diritto internazionale, pratiche di apartheid, occupazione militare e crimini di guerra.
Seguendo tali indicatori, perfino i rapporti documentati di organizzazioni non governative internazionali come Amnesty International, le manifestazioni pacifiche, gli articoli di inchiesta, la satira politica e, come dimostrano i fatti di cronaca, anche la libertà d’insegnamento in scuole e università rischierebbero di essere strumentalmente bollati come condotte antisemite.

Opporsi a questa legge non significa affatto arretrare nella lotta all’antisemitismo; al contrario, significa ribadire una distinzione indispensabile tra razzismo antiebraico e dissenso politico, preservando lo spazio democratico necessario al confronto, alla solidarietà e alla difesa dei diritti umani universali.

A sostegno di questa battaglia si è consolidata una rete ampia e plurale: mondo dell’informazione, università, scuola, sindacati, associazionismo e realtà per i diritti umani. Lo scorso 9 settembre, nel presidio di piazza Montecitorio a Roma e in oltre cinquanta piazze italiane — in concomitanza con i lavori in Commissione Affari Costituzionali —, centinaia di realtà civiche, culturali, cattoliche ed ebraiche hanno sottoscritto un appello comune (che qui rialleghiamo). Si tratta di soggetti che combattono quotidianamente ogni forma di fascismo, razzismo e discriminazione.

In alternativa all’approccio IHRA, richiamiamo la scelta già compiuta dall’Ordine dei Giornalisti, che ha indicato nella Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo un riferimento equilibrato e rigoroso: uno strumento capace di contrastare efficacemente ogni espressione di odio verso gli ebrei senza compromettere la libertà di stampa, di ricerca e di critica politica.

L’obiettivo è tutelare la libera manifestazione del pensiero, scongiurando l’equiparazione tra critica alle azioni di un governo e antisemitismo, e riaffermando al contempo un impegno intransigente contro ogni rigurgito d’odio. Un analogo tentativo di introdurre per legge tali criteri nell’Assemblea Nazionale francese è stato ritirato a seguito di una forte mobilitazione della società civile; chiediamo che il Parlamento italiano dimostri analoga lungimiranza e coerenza con i valori costituzionali e il diritto internazionale.

Vi chiediamo pertanto una dichiarazione pubblica di voto contrario prima dell’approdo del testo in Aula, con l’obiettivo prioritario di respingere questo provvedimento e di dichiarare sin da ora di assumervi l’impegno pubblico di cancellare o modificare la norma, nelle parti lesive del diritto di espressione e di critica, fin dalla prossima legislatura, qualora venisse approvata.

Un impegno con il quale vi chiediamo di schierarvi non solo dalla parte della Palestina e contro l’israelizzazione dei nostri territori ma dalla parte della Democrazia e della parte giusta della Storia.

Fermiamo la norma-bavaglio. La democrazia non si censura.

Coordinamento Promotori #NODDL1004