Anche l’Orcolat festeggia (a suo modo) i 50 anni dal terremoto del Friuli. Sciame sismico nella notte

Sono ben 25 le scosse registrate nella notte scorsa in Friuli, quasi tutte di intensità minima, la più forte di 2.9 gradi, all’una e 11 minuti. Non sono stati segnalati danni.  Lo sciame è  stato registrato a partire dalle 22 in Carnia, con epicentro a Preone. Le 25 scosse son state segnalate dalla rete sismologica dell’INGV. Come accennato in apertura il sommovimento più forte è stato registrato all’una e 11 minuti, misurato in 2.9 gradi. Sono state in tutto 4 le scosse che hanno superato i 2 di magnitudo. Le tre scosse principali sono state rilevate tra le 22 e le 22,47 a sud di Preone. I primi due eventi di rilievo si sono attestati su una magnitudo 2.0 e 2.4 mentre la scossa notturna delle 01,11 (magnitudo 2.9) è stata quella avvertita con maggiore chiarezza. Le vibrazioni sono state percepite distintamente a Majano, Spilimbergo, Moruzzo e Venzone, coinvolgendo anche Tramonti di Sotto, Socchieve, Nimis, Clauzetto, Ravascletto e Villa Santina.  La zona ha mostrato una frequente attività sismica anche nelle scorse settimane. Il 25 marzo scorso una scossa di magnitudo 2.6 era stata segnalata a Valvasone Arzene, nel Pordenonese, a circa 21 chilometri di profondità. Ancora più rilevante era stato l’evento del 19 marzo a Moggio Udinese: con una magnitudo di 3.9 della scala Richter, quella scossa è stata una delle più forti dell’ultimo decennio, percepita in 53 comuni tra Canal del Ferro, Gemonese e Carnia, provocando numerose chiamate al 112. Sotto il profilo geologico, la zona rappresenta uno dei punti di giunzione tettonica più critici dell’arco alpino, dove la microplacca Adriatica preme contro la placca Eurasiatica. Il movimento verso nord della placca Adria genera un accumulo di stress elastico che, superata la resistenza delle rocce, si scarica lungo i sistemi di faglie. Secondo gli esperti si tratta quindi di un fenomeno che rientra nella normale attività geodinamica di una regione che conserva memoria di eventi storici drammatici, dal catastrofico terremoto del 1348 fino al sisma del maggio 1976, che rase al suolo Gemona e Venzone.