Animali da compagnia, presentata una proposta di legge nazionale: «Basta IVA al 22% su cure veterinarie e cibo per cani e gatti»

Ridurre l’IVA sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia, equiparando queste spese a beni e servizi essenziali e non a consumi considerati di lusso. È questo l’obiettivo della proposta di legge nazionale presentata in Consiglio regionale a prima firma dalle consigliere regionali Simona Liguori (Patto-Civica) e Rosaria Capozzi (M5S) e sottoscritta dai consiglieri Furio Honsell (Open Civica Fvg), Giulia Massolino, Massimo Moretuzzo e Marco Putto (Patto-Civica). La proposta interviene sulla normativa nazionale in materia di IVA per abbassare dal 22% al 10% l’imposta applicata alle prestazioni veterinarie e agli alimenti destinati agli animali da compagnia, introducendo inoltre l’esenzione totale dall’IVA per medicinali veterinari e prestazioni sanitarie rivolte agli animali detenuti da persone con un ISEE inferiore a 16.215 euro. «Oggi chi porta il proprio cane o gatto dal veterinario paga un’IVA pari a quella prevista per beni considerati non essenziali. È una situazione difficile da comprendere e sempre più distante dalla realtà sociale del nostro Paese», affermano le prime firmatarie.

Secondo i dati Eurispes, oltre un terzo delle famiglie italiane vive con almeno un animale da compagnia. Allo stesso tempo, quasi un cittadino su quattro rinuncia ad accogliere un animale per il timore dei costi e una parte delle famiglie si trova costretta a separarsene per ragioni economiche.

«Prendersi cura di un animale significa assumersi una responsabilità quotidiana. Non stiamo parlando di spese superflue, ma di alimentazione, prevenzione, diagnosi e cure. Il sistema fiscale dovrebbe incentivare questi comportamenti responsabili e non penalizzarli», sottolineano Liguori e Capozzi.

La proposta nasce anche dall’esigenza di eliminare alcune evidenti incoerenze normative. I medicinali veterinari, ad esempio, sono già soggetti a un’aliquota ridotta del 10%, mentre la visita veterinaria, l’intervento chirurgico o la riabilitazione continuano a essere tassati al 22%.

«Esiste una contraddizione che non ha alcuna logica sanitaria. Se riconosciamo il valore della cura attraverso l’agevolazione sui farmaci, non si capisce perché le prestazioni professionali necessarie per prescriverli e somministrarli continuino a essere gravate dall’aliquota ordinaria», osservano le consigliere.

Particolare attenzione viene riservata alle persone con minori disponibilità economiche. Per chi possiede un ISEE inferiore a 16.215 euro, la proposta prevede infatti l’esenzione totale dall’IVA per medicinali veterinari e prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.

«Nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciare alle cure per il proprio animale a causa dei costi. Questa misura vuole sostenere le famiglie più fragili e contribuire a prevenire situazioni di abbandono o mancata assistenza.”

La proposta si inserisce inoltre in un percorso già avviato in diversi Paesi europei e riprende iniziative legislative presentate negli ultimi anni in Parlamento da esponenti di diversi schieramenti politici.

«Si tratta di un tema che supera le appartenenze politiche. Sempre più persone considerano gli animali da compagnia parte integrante della famiglia e le istituzioni devono prendere atto di questo cambiamento culturale. Con questa iniziativa il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia può contribuire a portare all’attenzione del Parlamento una richiesta largamente condivisa dai cittadini e dagli operatori del settore», concludono Liguori e Capozzi.