Annunciata chiusura dei servizi di medicina dello sport nel pordenonese. Centis (Cittadini): “decisione miope che penalizza atleti, famiglie e società

Tiziano Centis (Cittadini) lo afferma chiaramente: «Il ridimensionamento della sanità pubblica pordenonese messo in atto dal centrodestra regionale prosegue inesorabile e l’annunciata chiusura delle attività ambulatoriali della Medicina dello Sport di Maniago e San Vito ne sono la triste conferma. L’Azienda sanitaria e la Regione stanno creando disagi e disservizi dei quali dovranno presto assumersi la responsabilità».
Sono parole dure quelle del consigliere regionale dei Cittadini Tiziano Centis, preoccupato per l’ennesimo impoverimento servizi sanitari pordenonesi, questa volta riguardanti il mondo della medicina sportiva, fatto di migliaia di atleti. Centis ha annunciato il deposito di un’interrogazione in Consiglio regionale per sapere dalla Giunta le motivazioni che hanno spinto il Dipartimento di prevenzione dell'Asfo a centralizzare tra Sacile e Pordenone tutta l’attività provinciale legata alla Medicina dello Sport che fino ad oggi poteva contare anche sui centri di Maniago e San Vito al Tagliamento.
«Una decisione miope - ha aggiunto Centis - che crea molti disagi ai tanti atleti, soprattutto giovani, che rappresentano una parte importante della nostra società. Privarli di un servizio per loro indispensabile significa non conoscere quella splendida realtà che ci circonda fatta di passione, sacrifici e impegno di ragazzi, famiglie e associazioni. Il mondo del volontariato è stato calpestato con il solo risultato che la scelta fatta dall’Azienda sanitaria con il benestare della Regione porterà inevitabilmente verso il servizio privato».