Appello di Confindustria Udine ai sindaci del territorio: non aumentate la pressione fiscale nei comuni

“Non aumentare la pressione fiscale nei Comuni”. E’ questo l’appello che Confindustria Udine rivolge direttamente ai sindaci del territorio.  La presidente degli Industriali friulani, Anna Mareschi Danieli, ha inviato una lettera ai primi cittadini della provincia di Udine nella quale li esorta a non aumentare la pressione fiscale. L’annuncio dell’iniziativa è avvenuto nel corso di un convegno tenutosi a palazzo Torriani per illustrare alle imprese tutte le novità sull’Irap introdotte dalla Regione nell’ultima Finanziaria, presenti l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, e Roberto Lunelli, presidente della Sezione regionale FVG dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani. “La legge di Bilancio 2019 dello Stato - ha ricordato Anna Mareschi Danieli - non ha più riproposto la sospensione degli aumenti di aliquote e tariffe e dunque gli enti locali potranno utilizzare la leva tributaria per introdurre maggiorazioni o riduzioni delle imposte di loro competenza”.

Lo sblocco degli aumenti delle aliquote delle tasse locali (Imu/Tasi, addizionali Irpef, ecc.) rischia di comportare un ulteriore aggravio fiscale in capo alle imprese, già soggette a una tassazione nazionale molto elevata. In particolare, con riferimento all’Imu e alla Tasi, si potrerebbe verificare un incremento della già elevatissima imposizione tributaria di natura patrimoniale gravante sugli immobili produttivi (capannoni industriali, uffici, ecc.) in una fase nella quale, al contrario, vi sarebbe urgente necessità di una attenuazione di tale carico.

“Come presidente di Confindustria Udine – ha affermato Anna Mareschi Danieli - ho espresso ai sindaci la forte preoccupazione degli imprenditori friulani per il possibile aumento della pressione fiscale locale sulle imprese, chiedendo a loro e ai consigli comunali di non procedere in questa direzione. Ritengo sia interesse primario degli stessi Comuni non penalizzare, anzi incentivare, le imprese stabilite sul proprio territorio, per non perdere ricchezza e posti di lavoro che ridurrebbero le entrate degli Enti locali”.

Positivo, invece, il giudizio di Confindustria Udine sulle nuove disposizioni in materia di Imposta regionale sulle attività produttive, oggetto del convegno. La Legge di Stabilità, approvata dal Consiglio Regionale lo scorso 15 dicembre, ha adottato provvedimenti importanti in materia di Irap con un taglio significativo per le attività produttive per oltre 11 milioni.

“Le agevolazioni IRAP rivolte alle iniziative imprenditoriali in Montagna, alla creazione di nuove imprese in tutta la regione, oltre che all’assunzione dei lavoratori colpiti da situazioni di grave crisi occupazionale - ha sottolineato Mareschi Danieli - sono misure selettive, indirizzate ad obiettivi di riequilibrio territoriale e di attrattività di nuove imprese, nonché di inclusione sociale. La loro portata va oggettivamente correlata all’applicazione del cosiddetto regime de minimis - vale a dire nel limite del rispetto delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato -, il che significa che le imprese non possono ottenere un beneficio superiore a 200mila euro nel corso di un triennio, dedotti i de minimis già ottenuti. Fatte queste precisazioni, l’iniziativa della Regione è sicuramente apprezzabile ed apprezzata, con l’auspicio che si tratti di un primo passo nella direzione di misure di più ampio respiro, che affrontino il tema della competitività del sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia nel suo complesso”.

A parere del presidente FVG dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani, Roberto Lunelli, le disposizioni introdotte, in materia di IRAP, dalla Legge (nazionale) di Bilancio 2019 “sono criticabili: perché fanno venir meno alcune deduzioni nelle Regioni del meridione e, in tutta Italia, il credito d’imposta (seppure modesto) che era previsto a favore delle imprese senza dipendenti; ma soprattutto perché non è stato rispettato l’impegno del Governo di definire, in concreto - a valere anche per i piccoli imprenditori - il concetto di “autonoma organizzazione”.

Da apprezzare, invece, secondo il presidente regionale dell’A.N.T.I., gli interventi della Legge finanziaria regionale, “che ha previsto una serie articolata di agevolazioni - a favore dei soggetti passivi stabiliti in FVG - che si aggiungono a quelle nazionali con la finalità di riattivare quella (sia pur debole) ripresa economica (che si era registrata fino a un anno fa) attraverso detrazioni, deduzioni o addirittura l’abbattimento di quella imposta ibrida (regionale, ma nazionale) che è l’IRAP”.