Assolto Morettuzzo che aveva dato dei fascisti ai fascisti: il fatto non costituisce reato

"Si è chiusa finalmente la vicenda per la quale sono stato sottoposto a un processo in seguito a una querela per diffamazione". Si apre così il post su Facebook di Massimo Morettuzzo consigliere regionale di Patto per l'Autonomia che era stato trascinato in tribunale con l'accusa di diffamazione aggravata da Francesco Clun, segretario provinciale di CasaPound a Trieste. “La cosa curiosa, spiega Morettuzzo, è che il querelante era il capo del manipolo di neofascisti che ha fatto irruzione in Consiglio regionale nell’agosto del 2020 per interrompere la seduta della Commissione che stava discutendo il Piano Immigrazione. Sosteneva che ha perso il lavoro (interinale) perché io, in quell’occasione, ho definito la loro azione eversiva e antidemocratica, e ho aggiunto che se a farla era un dipendente della Regione doveva essere cacciato. Il Tribunale di Udine mi ha assolto perché “il fatto non costituisce reato”. L’assoluzione è stata chiesta anche dal Pubblico Ministero. I fascisti del III millennio se ne facciano una ragione. Non tutti girano la testa dall’altra parte. #StopFascism”.  A stabilire il non luogo a procedere perchè il fatto non costituisce reato  è stato il giudice del tribunale di Udine, Roberto Pecile supportato nella decisione anche dal pm Luca Spinazzè che aveva chiesto a sua volta il proscioglimento. La vicenda, come accennato dallo stesso Morettuzzo,  era nata dopo l'irruzione del Clun con altri 11 neofascisti, nell'aula del Consiglio regionale, a Trieste, era il 4 agosto dello scorso anno 2021. Moretuzzo pubblicò su Fb la notizia auspicando l'immediato licenziamento del rappresentante di Casa Pound, all'epoca dipendente interinale della Regione alla direzione Salute. Morettuzzo ha sempre confermato la paternità e la validità della sua posizione, ri-espressa anche in sede di giudizio, puntando il dito sul fatto che l'azione del manipolo fascista fosse realizzata da «soggetti eversivi e antidemocratici». Nei mesi passati Morettuzzo era tornato più volte sulla vicenda, ma piace ricordare quando il 23 novembre scorso Patto per l'Autonomia aveva stigmatizzato che la maggioranza in consiglio regionale aveva bocciato una mozione che chiedeva di intervenire presso il Governo per sciogliere Forza Nuova (camerati di casapound) , anche in seguito all'assalto alla sede della CGIL dello scorso ottobre, come previsto dalla Costituzione per i partiti che sono esplicitamente fascisti. “Come sempre l’Assessore Roberti ha accusato le opposizioni di essere strumentali, commentava allora Morettuzzo, loro no. Loro si limitano a candidare nelle loro liste personaggi che provengono direttamente da ambienti neofascisti, come successo anche alle ultime elezioni amministrative. Nel frattempo a marzo (diventato maggio ndr) io dovrò tornare in tribunale per difendermi dall’accusa di diffamazione, perché ho detto che i personaggi di Casapound che lo scorso anno hanno fatto irruzione in aula sono stati eversivi e antidemocratici. C’è qualcosa che non va”. Per fortuna giustizia e buon senso hanno prevalso, meglio tardi che mai, ma forse quel procedimento giudiziario, il tempo perso dal sistema giudiziario e le spese sostenute potevano essere evitate, se solo si fossero fatte preventive indagini e valutazioni su quanto avvenuto.

Tra i militanti del blitz di CasaPound anche un dipendente regionale