Ateneo friulano: Il futuro dell’archeologia subacquea in Italia: figure professionali, ricerca, proposte

Giovedì 13 giugno sarà presentato all’Università di Udine il volume Il Patrimonio culturale sommerso. Ricerche e proposte per il futuro dell’archeologia subacquea in Italia, a cura di Massimo Capulli (Forum Editrice). In oltre quattrocento pagine il libro offre una fotografia aggiornata dello stato della ricerca sul patrimonio culturale sommerso e soprattutto alcune proposte per il futuro della disciplina nel nostro Paese: la Carta di Udine per l’archeologia subacquea.

Il volume è infatti l’esito quinto Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea “Archeologia subacquea 2.0”, organizzato a Udine nel settembre 2016 proprio con l’obbiettivo di fare un bilancio sulle cose fatte e che tipo di futuro progettare per la ricerca e gestione del patrimonio culturale sommerso. La presentazione si terrà alle ore 11 nella sala del Tiepolo di palazzo Caiselli, in vicolo Florio 2/B.

Alla presentazione, con il curatore del libro, Massimo Capulli, docente di archeologia subacquea e navale del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, interverranno il rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni, l’assessore comunale alla cultura e progetti europei, Fabrizio Cigolot, il responsabile MiBAC per la Conservazione UNESCO sulla Protezione patrimonio subacqueo, Alessandro Asta, e Luigi Fozzati dell’Istituto Italiano di Archeologia Subacquea.

«Questo volume è l’esito di un fitto dibattito della comunità scientifica sul patrimonio culturale sommerso – anticipa Capulli – da una parte raccoglie ben 40 studi che coprono la ricerca sull’intero territorio nazionale, dall’altra lancia la sfida per una tutela che sappia garantire lo sviluppo della ricerca, promuovendo al contempo modelli di partecipazione pubblica al bene archeologico. Un primo risultato è stato ottenuto proprio pochi giorni fa con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 maggio, del decreto ministeriale 244 per la costituzione degli Elenchi Nazionali Professionisti Beni Culturali, dove si fa esplicito riferimento al nostro lavoro per delineare la figura dell’archeologo subacqueo».

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