Caro carburante, l’allarme CNA “In FVG migliaia di piccole imprese rischiano una nuova tassa occulta”

La crisi in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno già producendo effetti pesanti anche in Friuli Venezia Giulia, dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese che vivono di mobilità quotidiana: artigiani, manutentori, installatori, tecnici, servizi alla persona, trasporto leggero e attività di prossimità.

Secondo un’elaborazione CNA, il rincaro di petrolio, carburanti ed energia rischia di trasformarsi in un extra costo tra i 3 e i 4 miliardi l’anno per le piccole imprese italiane. Un impatto che nel FVG colpisce in modo diretto migliaia di attività che non possono ridurre gli spostamenti perché il lavoro coincide con la mobilità. CNA FVG chiede dunque interventi urgenti, affinché l’instabilità geopolitica non si traduca in un ulteriore freno alla competitività delle micro e piccole imprese regionali.

“In una regione come la nostra – spiega il presidente regionale CNA FVG Maurizio Meletti – dove l’economia si regge su artigiani, tecnici, manutentori e servizi diffusi sul territorio, ogni aumento del gasolio si traduce in un colpo immediato ai bilanci. Per molti, ogni furgone è ormai una bolletta viaggiante”. Un artigiano che percorre 30mila chilometri l’anno può arrivare a sostenere quasi 1.000 euro di costi aggiuntivi per un solo mezzo. Per una microimpresa con tre furgoni, l’aggravio sfiora i 2.900 euro annui. Ancora più pesante l’impatto per NCC (noleggio con conducente), taxi e trasporto merci: un mezzo che percorre 120mila chilometri l’anno può superare i 10.500 euro di costi extra. Nello specifico: un impiantista percorre mediamente 25-30.000 km l’anno; un tecnico manutentore effettua anche 5 6 interventi al giorno. Panifici, lavanderie, gelaterie, laboratori artigiani devono quindi sostenere contemporaneamente l’aumento dei costi energetici e delle consegne.

“Il problema – aggiunge Meletti – è che le piccole imprese non hanno strumenti per difendersi: non possono stipulare contratti energetici strutturati né riorganizzare la logistica come le grandi aziende. Subiscono ogni aumento in tempo reale. Chiediamo perciò al Governo misure rapide e mirate, perché la situazione internazionale non può diventare una tassa occulta sulle attività che tengono in piedi i nostri territori”.