Casa della Comunità di Udine: aperta senza il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale. Lo denuncia SNAMI FVG
L’Esecutivo SNAMI FVG esprime grande sorpresa e non poca preoccupazione per il mancato coinvolgimento della Medicina Generale nella gestione clinica dei cittadini che afferiscono nella Casa della Comunità aperta oggi a Udine nella struttura distrettuale ubicata in Via San Valentino. Come noto le Case della Comunità sono state previste da un provvedimento ministeriale in applicazione del PNRR con l’utilizzo di fondi europei; sono strutture distrettuali aventi una specifica connotazione territoriale ed un’organizzazione dettagliata dalle norme attuative. Inoltre, le Linee di Indirizzo AGENAS (Versione 05.04.2024) prevedono che per poter denominare come “Casa della Comunità” una struttura erogativa distrettuale, la stessa debba soddisfare dei criteri ben definiti (conditio sine qua non) che pare opportuno riportare per esteso, traendoli letteralmente dall’elaborato AGENAS che è vincolante: Per assicurare l’erogazione delle attività sopradescritte, secondo gli standard del DM 77/2022, la CdC hub deve avere la seguente presenza minima di personale: − personale medico del ruolo unico di assistenza primaria h24; − 7-11 IFoC; − 1 assistente sociale del SSN; − 5-8 unità di personale di supporto (sociosanitario, amministrativo); − un numero congruo di ore di specialisti ambulatoriali interni e dipendenti in base ai bisogni di salute del territorio. Da notizie frammentarie pervenute alla scrivente Organizzazione Sindacale pare che in data odierna, il personale medico (anche infermieristico?) in servizio presso la Casa della Comunità di Udine sia stato fornito da una Società “esterna” (esternalizzazione) e che quindi non si tratti di Medici di Medicina Generale del ruolo unico di assistenza primaria convenzionati con il SSN: mancando quindi tale figura professionale, la struttura non può essere denominata Casa della Comunità ma semplicemente ambulatorio distrettuale perché è palese l’assenza dei requisiti minimi, come la presenza del “personale medico del ruolo unico di assistenza primaria”, previsti anche in relazione ai fondi PNRR. Pare anche che una dei due medici in servizio oggi nella cd. Casa della Comunità di Udine sia medico extra-comunitario rientrante, dal punto di vista dello stato giuridico, nella fattispecie dell’esercizio in deroga che la vigente normativa prevederebbe utilizzabile esclusivamente per le attività mediche da svolgere nella dipendenza previa autorizzazione regionale. L’Esecutivo Regionale SNAMI FV




