Caso concerto Bocelli: la Corte dei Conti apre un fascicolo

Tanto tuono finché alla fine piovve.  Sullo scandaloso concerto milionario di Bocelli del 7 maggio scorso qualcosa si è mosso e si è mosso nel senso che, come FriuliSera, avevamo auspicato dopo aver per primi denunciato l’enormità di quanto accaduto in relazione ai festeggiamenti per il mezzo secolo dal terremoto che devasto il Friuli e strappo quasi mille vite  tanto da averci fatto titolare “…Appassita nel 50enario l’immagine del modello Friuli”. La notizia di oggi, anticipata dal Messaggero Veneto che per giorni sulla vicenda aveva fischiettato, la si trova a pagina 13, anche se con un box di richiamo in prima. Insomma non proprio in evidenza, del resto la prudenza non è mai troppa ed è meglio dedicarsi in massima evidenza alle “centinaia di 6 in condotta”, ma sulle scelte editoriali dovrebbero essere i lettori a giudicare. La  speranza è  che sulla vicenda venga fatta piena chiarezza, perché è assolutamente necessario che i cittadini del Fvg sappiano come e da chi sono governati.  Comunque non l’Anac, più volte evocato, ma la Corte dei Conti avrebbe effettivamente aperto un fascicolo. L’intervento l’avevamo auspicato nel nostro articolo del 31 agosto scorso ritenendo che già le procedure di affidamento senza appalto e l’entità delle cifre in ballo meritassero quanto meno degli approfondimenti da chi è deputato a vigilare sulla corretta gestione del denaro pubblico nel dubbio che si sia determinato un danno Erariale. Scrivevamo lunedì 31 agosto scorso: “.. oltre all’Anac ad occuparsi del fattaccio potrebbe essere anche la Corte dei Conti …. per verificare se la “procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando” (giustificata dalla Regione FVG con l’esclusività artistica di Andrea Bocelli) rispettasse rigorosamente i paletti del Codice dei Contratti Pubblici o se si potesse configurare un frazionamento o peggio un favoritismo verso la società intermediaria (FVG Live srl) e sue collegate. C’è poi la congruità della spesa. Valutare se le singole voci, allestimenti, logistica e il milione di euro di cachet destinato all’artista, siano giustificate o se configurino profili di danno erariale, aspetto che in parallelo potrebbe attivare anche la Corte dei Conti”. Insomma per ora sembra configurarsi la possibilità “solo” di un caso di “maladministration” cioè di cattiva gestione che genera spreco di denaro pubblico. Se poi emergeranno responsabilità penalmente rilevanti sarà da vederlo, per ora siamo contenti si sia scoperchiato il “vaso di Pandora” e ribadiamo quanto da noi denunciato da settimane:… l’operazione “concerto Bocelli” e dintorni, è un orrendo caso propagandistico di sperpero di denaro (e già ci pare grave) che riguarda l’intera maggioranza, Presidente Fedriga in testa, o quantomeno tutti i membri del mitico comitato per i festeggiamenti che, nella migliore delle ipotesi, nella smania di grandezza di avere un “big” e per di più di “area” come Bocelli, si sono lasciati spennare come polli in una trattativa “prendere o lasciare”, magari formalmente legittima, ma non certo oculata. Grave, perché quando i soldi sono pubblici l’attenzione deve essere massima e le alternative potevano esserci. Siamo ragionevolmente convinti che non siamo ad un caso tangentopoli, ma di incapacità gestionale che potrebbe avere generato danni erariali. Speriamo che su questo si indaghi con serietà e non ci si limiti alla semplice analisi delle procedure e che, non avremmo mai pensato di doverlo ribadire, Riccardi non diventi un capro espiatorio, anche se delle dimissioni sarebbero comunque gradite.