Caso liberazione Almasri, Italia deferita dalla Corte Penale Internazionale per mancata cooperazione

E’ arrivata la conferma ufficiale che la Corte penale internazionale ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati Parte per mancata cooperazione nel caso Almasri. In sostanza la Corte penale internazionale, dopo il deferimento dell’Italia sul caso Almasri avvenuto a gennaio, ha invitato un rappresentante del nostro Paese alla riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea che si è svolta ieri «per discutere le implicazioni della decisione della Corte in merito alla sua non cooperazione e per presentare il suo punto di vista su come intende cooperare con la Corte in futuro». Lo ha reso noto la stessa Cpi in un comunicato. Il 17 ottobre 2025 era stata emessa una decisione sull’inadempimento da parte del nostro Paese a una richiesta di cooperazione nella quale si era constatato «che l’Italia non ha rispettato i propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto non eseguendo correttamente la richiesta della Corte di arresto e consegna del signor Njeem mentre si trovava sul territorio italiano e non consultando e cooperando con la Corte per risolvere le presunte questioni derivanti dalla formulazione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione». La novità di oggi è che la Corte ha comunicato che «un rappresentante dell’Italia è stato invitato alla riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1° aprile per discutere le implicazioni della decisione della Corte in merito alla sua non cooperazione e per presentare il suo punto di vista su come intende cooperare con la Corte in futuro. L’Ufficio presenterà una relazione sulle azioni intraprese, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea». Dopo l’incontro con il rappresentante italiano avvenuto ieri 1 aprile, la Corte ha fatto sapere che l’Ufficio presenterà una relazione sulle azioni intraprese, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea. Insomma come minimo una enorme brutta figura.