Cementificazione ed esposti: il Consorzio di bonifica pianura friulana si dice tranquillo…ma
In questi giorni il Consorzio di bonifica pianura friulana ci ha fatto sapere che in merito agli esposti di Aldevis Tibaldi sono tranquilli perché hanno tutte le autorizzazioni previste dalle normative da tutti gli enti competenti, inoltre nel lungo e fantasioso comunicato stampa fatto dopo il presidio dell’11 giugno hanno tra l’altro pure affermato che tutti i progetti rispondono ai criteri DNSH (Il principio Do No Significant Harm (DNSH) prevede che gli interventi previsti dai PNRR nazionali non arrechino nessun danno significativo all’ambiente: questo principio è fondamentale per accedere ai finanziamenti del RRF. Inoltre, i piani devono includere interventi che concorrono per il 37% delle risorse alla transizione ecologica.. NDR). Queste affermazioni ci fanno, ampiamente, capire che, se enti pubblici possono avventurarsi in simili affermazioni senza che nessun organo di controllo abbia niente da ridire, ciò significa che il paese si sta avviando verso una deriva senza precedenti. Come continuiamo a ribadire e continueremo a farlo all’infinito, il Consorzio ha avviato molti di questi lavori in pieno periodo di nidificazione e questo è innanzitutto un reato contro natura, poiché da febbraio/marzo ad agosto/settembre le varie specie dell’avifauna nidificano a prescindere da qualsiasi legge umana, non avere rispetto di ciò vuol dire non capire la gravità degli atti che si stanno compiendo. Tanto più che per molte specie, come sottolinea anche l’Ispra, “……le sponde dei corsi d’acqua rivestono un ruolo fondamentale per la riproduzione dell’avifauna selvatica…..”. Ma nonostante l’art 5 della direttiva Uccelli che vieta il danneggiamento e la distruzione dei nidi nonché il disturbo, la 157/92 legge nazionale e la legge 14/07 regionale facciano di fatto altrettanto, si aggirano tutte le normative interpretando in modo creativo la parola “deliberatamente” utilizzata a più riprese nell’art 5 della direttiva stessa. In sostanza si va dicendo che deliberatamente significa intenzionalmente e quindi….non essendoci intenzionalità, perché se uno in pieno periodo di nidificazione se ne va in giro per gli argini con ruspe motoseghe e quant’altro ed elimina tutta la vegetazione che starebbe facendo secondo questi interpreti delle norme? La festa di primavera? L’idillio delle Ninfe? Secondo voi dire che non è deliberato è interpretare lo spirito della norma? A Bruxelles si sarebbero scervellati per mesi a scrivere questa normativa affinché un paese membro desse queste interpretazioni? Rispondetevi da soli e vergognatevi! Ricordatevi comunque che deliberatamente può avere anche il significato di risolutamente, decisamente, prontamente. Quindi vediamo di essere seri e di non sparare sciocchezze, tanto più che le nuove linee guida europee sulla direttiva uccelli lasciano ben poco spazio alla creatività (su questo torneremo in un prossimo articolo). Sul punto poi che i progetti rispondono al DNSH sono stati abbondantemente smentiti dal Cirf (centro italiano per la riqualificazione fluviale) ma anche in questo caso un approfondimento non sta male. Innanzitutto veniamo al significato del termine: che significa DNSH: Do no significant harm principio del “non arrecare un danno significativo” all’ambiente. In pratica il consorzio ci sta dicendo che anche se hanno segato tutta la vegetazione ripariale, durante la nidificazione e spesso hanno pure cementato le sponde dei corsi d’acqua, eliminando tutte le forme di vita esistenti dai vegetali, agli insetti, agli anfibi, ai rettili, agli uccelli e ai mammiferi non hanno arrecato un danno significativo all’ambiente. Forse le loro unità di misura minima per arrecare danno all’ambiente sono le bombe, sta di fatto che lo stesso Mase non sembra pensarla allo stesso modo se nel suo sito pubblica la seguente tassonomia delle attività sostenibili, per indicare una classificazione delle attività sulla base del loro impatto su sei obiettivi ambientali. In particolare, in base all’art. 17 del Regolamento Tassonomia, si considera che un’attività economica arrechi un danno significativo:
1. alla mitigazione dei cambiamenti climatici, se conduce a significative emissioni di gas a effetto serra;
2. all’adattamento ai cambiamenti climatici, se conduce a un peggioramento degli effetti negativi del clima attuale e del clima futuro previsto sull’attività stessa o sulle persone, sulla natura o sugli attivi;
3. all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, se l’attività nuoce: al buono stato o al buon potenziale ecologico di corpi idrici, comprese le acque di superficie e sotterranee; al buono stato ecologico delle acque marine;
4. all’economia circolare, compresi la prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti, se: conduce a inefficienze significative nell’uso dei materiali o nell’uso diretto o indiretto di risorse naturali quali le fonti energetiche non rinnovabili, le materie prime, le risorse idriche e il suolo, in una o più fasi del ciclo di vita dei prodotti, anche in termini di durabilità, riparabilità, possibilità di miglioramento, riutilizzabilità o riciclabilità dei prodotti; – l’attività comporta un aumento significativo della produzione,
dell’incenerimento o dello smaltimento dei rifiuti, ad eccezione dell’incenerimento di rifiuti pericolosi non riciclabili; – lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti potrebbe causare un danno significativo e a lungo termine all’ambiente;
5. alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento se comporta un aumento significativo delle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua o nel suolo rispetto alla situazione esistente prima del suo avvio;
6. alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi se nuoce in misura significativa alla buona condizione e alla resilienza degli ecosistemi o nuoce allo stato di conservazione degli habitat e delle specie, compresi quelli di interesse per l’Unione. Che ne dite, pare che il Consorzio a parole afferma di rispettare Il DNSH, ma nei fatti?
Coordinamento “Giùlemanidaifiumi”




