Centrale di Monfalcone per il M5S deve essere ecosostenibile

I parlamentari M5S alla Camera dei Deputati e i consiglieri in Regione Friuli Venezia Giulia e al Comune di Monfalcone Luca Sut, Ilaria Dal Zovo e Gualtiero Pin intervengono sul progetto di riconversione dell’impianto a carbone di Monfalcone, di proprietà di A2A: “Il Ministero dell’Ambiente ha già bocciato in Sicilia soluzioni che guardano al passato e non al futuro dell’approvvigionamento energetico. Avanti con le rinnovabili, a chiedercelo è la Sen2017”

“Per la riconversione della centrale a carbone di Monfalcone, il MoVimento 5 Stelle auspica una soluzione quanto più vicina alle linee guida tracciate dalla Sen2017. Nell’attesa che il tavolo tecnico tra Regione e Comune abbia inizio, ribadiamo che l’uscita dall’utilizzo di fonti energetiche fossili, che ci proponiamo di raggiungere entro il 2025, dovrà rispondere a criteri di ecosostenibilità lontani dall’idea che l’incenerimento o, usando un sinonimo, la termovalorizzazione sia la giusta strategia per produrre energia elettrica”. A dichiararlo, i portavoce pentastellati alla Camera dei Deputati, in Regione Friuli Venezia Giulia e al Comune di Monfalcone Luca Sut, Ilaria Dal Zovo e Gualtiero Pin.

E di riconversione si era già parlato lo scorso aprile, quando una delegazione composta da Sut, Pin e il consigliere regionale Mauro Capozzella incontrava a Milano i vertici della A2A, la multiutility lombarda proprietaria della centrale di Monfalcone. Oggetto dell’incontro, le prospettive di riconversione dell’impianto in provincia di Gorizia. “Siamo fiduciosi sul buon esito della fase di transizione che si prospetta per questo centro di produzione energetica. Monfalcone – proseguono - condivide con altre centrali italiane la scelta di un modello alternativo, carbon free e che, confidiamo, sia incentrato sull’impiego di fonti rinnovabili. Logiche di profitto non devono inficiare la sostenibilità ambientale. Gli impianti fotovoltaici abbinati a sistemi di accumulo di energia - incalzano i pentastellati - rientrano sicuramente tra le scelte possibili. Laddove, ad esempio, si prospettasse l’ipotesi di alimentare la centrale con combustibile solido secondario (CSS), l’opzione incontrerebbe la contrarietà del M5S e, ne siamo certi, degli stessi vertici ministeriali. Dal dicastero dell’Ambiente è giunto di recente, con il DM n° 329 del 27/11/2018 a firma del Ministro Costa, il giudizio negativo di compatibilità ambientale ed il diniego dell'A.I.A. del progetto di riconversione in termovalorizzatore di CSS della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela, nel Messinese, anch’essa di proprietà A2A. Ed è questo il messaggio di cambiamento che vogliamo portare, verso un’efficienza energetica non più schiava di quelle logiche irrispettose delle istanze ambientali ma che fino, a poco tempo fa, dettavano le scelte energetiche di questo Paese”.