Cgil contro la narrazione del Governo: «Più armi, meno salute. Non è vero che la spesa sanitaria aumenta»

«Al centro dello sciopero generale proclamato dalla Cgil c’è un’agenda sociale diametralmente opposta a quella di questo Governo, per dare risposte a quella maggioranza di italiani, l’80% dei contribuenti di questo Paese, che in questi anni ha visto solo scendere il potere d’acquisto di salari e pensioni, subito gli effetti del declino della sanità pubblica e della scuola. E che oggi si trova davanti alla prospettiva di una legge di bilancio il cui unico obiettivo è di ridurre il deficit per poter finanziare il riarmo grazie ai prestiti europei, con una spesa prevista di 26 miliardi in tre anni». Lo ha detto il segretario generale della Cgil Friuli Venezia Giulia Michele Piga, aprendo i lavori dell’assemblea dei lavoratori e pensionati della Camera del lavoro di Udine, convocata in vista dello sciopero generale del 12 dicembre.

DEMOCRAZIA SOTTO ATTACCO «A finanziare il rientro del deficit – ha aggiunto Piga – è stata una vera e propria patrimoniale al contrario, quel fiscal drag che tra il 2022 e il 2024 è costato 25 miliardi in termini di calo del potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati. Tutto questo mentre la produzione industriale è in calo da 30 mesi, vengono liberalizzati contratti a termine e subappalti a cascata, limitati gli spazi di democrazia con misure come il decreto sicurezza e con nuovi attacchi alla Costituzione materiale che si celano dietro alla riforma della magistratura, a obiettivi come il premierato, l’autonomia differenziata e una nuova regolamentazione del diritto di sciopero».

PIÙ ARMI, MENO SALUTE Sotto accusa anche la riduzione della spesa sanitaria: «Il Governo – ha spiegato la segretaria confederale Daniela Barbaresi, intervenuta a Udine per concludere i lavoratori dell’assemblea – ha detto che non ci sono mai state tante risorse sulla sanità, ma è una bugia. Se misuriamo infatti la spesa sulla sanità in termini di percentuale sul Pil, come si fa in tutto il mondo, siamo al livello più basso degli ultimi decenni, con la prospettiva di scendere al di sotto del 6%. Contestualmente, mentre si definanzia la sanità pubblica, si trovano risorse ingenti da investire sul riarmo, a cui il Paese destinerà il 5% del Pil. Più armi, quindi, e meno salute per i cittadini».

SOS SANITÀ la battaglia sulla sanità, per la Cgil, guarda anche al dopo Finanziaria, «con uno stretto rapporto tra la mobilitazione nazionale, che vedrà anche la presentazione di una nostra proposta di legge di iniziativa popolare, e la prosecuzione di quella in corso in Friuli Venezia Giulia», ha spiegato ancora Michele Piga. «L’obiettivo a cui guardiamo, a livello nazionale come in regione, è un disegno di rilancio della sanità pubblica e del diritto alla salute basato da un lato su un piano straordinario di investimenti sul personale, dalle assunzioni all’aumento delle retribuzioni, dall’altro su un rafforzamento della sanità territoriale che guardi alla presa in carico dei bisogni di salute e all’appropriatezza delle cure: il ruolo delle case della comunità e della medicina del territorio deve guardare in questa direzione, se vogliamo evitare che la sanità diventi una mera fabbrica di prestazioni e servizi che veda la progressiva crescita del ricorso al privato da un lato, dall’altra un numero crescente di persone che rinunciano alle cure, fenomeno che tra gli anziani tocca punte vicine al il 25% dei cittadini».

CORTEO A UDINE Lo sciopero del 12 dicembre sarà dell’intera giornata e sarà accompagnato, in Friuli Venezia Giulia, da una manifestazione che si terrà a Udine. Il corteo, hanno annunciato Piga e il segretario della Camera del lavoro Emiliano Giareghi, si radunerà nei pressi di piazzale Diacono dalle 9.30 e terminerà in piazza Venerio, dove si terrà il comizio conclusivo, con l’intervento di Michele Azzola, responsabile del dipartimento politiche industriali della Cgil nazionale.