Case di Comunità: Braidotti-Celotti (Pd), cambio nome con meno ore
“Spara sul sistema chi come il direttore Caporale alza cortine fumogene, non chi le segnala. Comodo inaugurare le case della comunità appiccicandoci le denominazioni delle strutture preesistenti, per di più riducendo gli orari di apertura dei servizi. Forse in questo modo un assessore può piantare la sua bandierina ma così si mina la fiducia dei cittadini e si esasperano gli utenti. Si smaschera facilmente il riciclaggio dell’ex guardia medica sotto l’etichetta ‘casa di comunità’, servizio già presente sul territorio e buono a nascondere i tagli. E lo stesso vale per il personale: nelle case di comunità deve essere presente del personale medico del ruolo unico di assistenza primaria sulle 24 ore”. Lo affermano il segretario del Pd provinciale di Udine Luca Braidotti e la consigliera regionale dem Manuela Celotti, replicando al direttore generale di AsuFc Denis Caporale, secondo cui “continuare a sparare sul sistema non aiuta i cittadini”.
In particolare, per la consigliera Celotti, “è necessario pensare ad un sistema che potenzi le risposte di salute territoriali per i cittadini, che in qui devono trovare servizi aggiuntivi rispetto a quelli attuali, più prossimi e più accessibili, inclusi continuità della presa in carico, integrazione con il sociale, diagnostica di primo livello”.




