Lo “scuolascoop” e la scoperta delle gare cucite
Ricapitoliamo…, titoloni a quattro colonne per quattordici gare d’appalto relative all’acquisto di scuolabus e stampa locale scatenata sulla cronaca di notizia ricevuta. Udite, udite: gare cucite su misura per far vincere sempre la stessa ditta. Un sistema di acquisti irregolari da oltre 1, 6 milioni di euro in barba alla libera concorrenza, che ha portato alla denuncia di 18 funzionari pubblici di vari enti locali del Friuli e di qualche politico. Sette Comuni implicati nel pordenonese: Andreis, Montereale Valcellina, Arba , Travesio, Cavasso Nuovo, Aviano e Pinzano al Tagliamento, e altrettanti nella provincia di Udine: Premariacco, Arta Terme, Dignano, San Pietro al Natisone, Rive d’Arcano e Prato Carnico e Taipana. Tutti accomunati dall’aver scelto gli scuolabus dalla concessionaria veneta Stefanelli. Insomma uno scandalo scoperto dalla Guardia di Finanza di Udine, al termine di un’indagine durata tre anni. Comprendiamo la soddisfazione delle Fiamme Gialle che in questa occasione vedono andare in porto una indagine che riguarda funzionari pubblici e politici locali, meno comprendiamo l’entusiasmo della stampa nell’aver “scoperto” l’acqua calda, perché il sistema delle gare “sartoriali”, così come di certe nomine e perfino concorsi pilotati, è un classico dell’italica contrattualistica d’appalto e dei poltronifici pubblici. Gare cucite su misura alle caratteristiche delle offerte o dei curricula, non sono una novità, in passato si è arrivati a truccare perfino le progettazioni, favorendo specifiche tecnologie. Così vincere era facile, anzi inevitabile. La novità è, semmai, che in questa occasione trattandosi di peones della politica e di amministrazioni locali “minori”, si è riusciti ad andare a “meta” o quasi, dato che tutto andrà verificato, come giusto, nei vari gradi di giudizio. Intanto la stampa locale si lancia sugli apprendisti presunti corrotti, tanto apprendisti da pensare che passasse inosservato il fatto che una sola ditta si accaparrasse contratti praticamente in regime di monopolio. Possiamo dire che oggi anche la professionalità dei corrotti e dei corruttori si è drasticamente abbassata. Non così è stato in passato per ben più corpose gare milionarie che sono finite nell’oblio, impantanate nelle procedure e nei tempi giudiziari, o più semplicemente bloccate dalla scarsa efficacia di Procure sempre più intasate, con endemica scarsezza di personale e in qualche occasione con la scarsa volontà di sollevare “puzze” con la politica. Per non parlare dell’efficace deterrenza data da ricorrenti avvocatoni, tanto blasonati da intimidire (in maniera legale con la loro “bravura” e reputazione si intende). Così è anche nel terzo millennio, con buona pace delle illusioni di chi pensava che con la stagione di “mani pulite” si fosse scoperchiata la fogna. Ed invece, alla fine, le mani sono state talmente pulite da risultare trasparenti e la fogna è ancora lì, semmai si è fatta più rapace e diffusa nel piccolo, mentre nel grande si è passati dalle bustarelle, alle ben più sicure e legalizzate consulenze, quando non da imbarazzanti stipendi manageriali superiori perfino a quelli del Capo dello Stato. In passato ha vinto indisturbato gare milionarie chi “doveva” vincere, con buona pace delle leggi sulla concorrenza o di vincoli europei e la quadra è stata trovata semplicemente soddisfacendo, nel tempo, tutti gli appetiti. In conclusione non ci rimane che fare i complimenti alla Guardia di Finanza, ma anche a Carabinieri e Polizia di Stato, che con caparbietà provano a contrastare certi fenomeni. Temiamo però ci sia una certa frustrazione, la stessa che possono provare anche alcuni giornalisti impegnati, nel vedere spesso finire nel nulla gli sforzi di far prevalere la legalità.
Fabio Folisi




