Codice della strada, quando a essere criminale è la legge. Prima udienza del processo a Elena Tuniz.
Lunedì 6 luglio, alle ore 11.30, l’associazione Meglio Legale terrà un punto stampa davanti al Tribunale di Udine (Largo Ospedale Vecchio 1), in occasione della prima udienza del procedimento penale a carico di Elena Tuniz, assistita dall’avvocato Raffaele Minieri.
Saranno presenti: la consigliera regionale Giulia Massolino, lo scienziato e ricercatore Marco Martinelli, testimone nel processo e le vicepresidenti di Meglio Legale Barbara Bonvicini e Raffaella Stacciarini, accompagnati da rappresentanti di growshop e farmacie del territorio, e da attivisti e attiviste che hanno seguito la vicenda negli ultimi mesi.
La storia di Elena Tuniz è diventata uno dei casi simbolo delle criticità emerse dopo l’entrata in vigore delle modifiche all’articolo 187 del Codice della strada. Tuniz, insegnante friulana, è rimasta coinvolta in un incidente in seguito a un malore, poi ricondotto a una crisi epilettica. Durante gli accertamenti ospedalieri è emersa una sospetta positività al THC, circostanza che ha dato origine sia al procedimento amministrativo di sospensione della patente sia al procedimento penale oggi all’esame del Tribunale.
Meglio Legale ha portato il caso all’attenzione nazionale, assumendolo come procedimento pilota per contestare gli effetti della nuova disciplina e le sue ricadute sui diritti delle persone coinvolte.
“Questa vicenda riassume perfettamente cosa accade quando lo Stato sbaglia il suo bersaglio e invece di colpire i criminali distrugge le vite di persone perbene. Come Elena che ha dovuto lasciare il lavoro a tempo indeterminato da insegnante. E che oggi si trova ad affrontare un processo nel quale rischia due anni di carcere e una multa fino a 12mila euro. Tutto questo è assurdo. Saremo a Udine per ribadire che Elena è innocente. Criminale è la legge”. Dichiara la presidente di Meglio Legale, Antonella Soldo.
Cannabis e nuovo codice della strada
Dal 14 dicembre 2024, il nuovo codice della strada prevede sanzioni più severe per chi risulta positivo a un test antidroga, senza bisogno di dimostrare un’effettiva alterazione alla guida. Chi risulta positivo rischia il ritiro immediato della patente, la sospensione, l’arresto fino a un anno e una multa fino a 6.000 euro (il doppio in caso di incidente). Per l’alcool serve superare il limite di 0,5 mg/l, mentre per le altre sostanze stupefacenti basta la positività al test, anche se non si è sotto effetto. Questo è un problema soprattutto per i cannabinoidi, rilevabili fino a 80 ore dopo l’uso o a causa di falsi positivi da farmaci o canapa light. Le Linee guida emanate dal Ministero dei Trasporti successivamente dispongono di tenere in conto le prescrizioni di cannabis medica, ma nessuna eccezione esplicita è stata introdotta nella norma per chi assume farmaci con prescrizione medica. A gennaio 2026 la Corte Costituzionale ha esaminato il ricorso di quattro tribunali diversi su articolo 187 del nuovo codice della strada e ha stabilito che la norma resta in vigore, ma con un’interpretazione restrittiva. D’ora in poi giudici, polizia e pubblici ministeri dovranno applicarla tenendo conto del nesso temporale tra assunzione e guida e della effettiva capacità della sostanza di incidere ancora sulla guida. Non è quindi una bocciatura della riforma, ma neppure un via libera pieno: è un salvataggio “con condizioni”.
L’associazione Meglio Legale – Aps
è un’associazione che si occupa della legalizzazione della cannabis e della decriminalizzazione dell’uso delle altre sostanze. È un progetto che coinvolge parlamentari e medici, imprenditori e avvocati, giornalisti e semplici cittadini per aprire un dibattito serio e responsabile sul tema. Quello della produzione, vendita e consumo della cannabis (e degli altri stupefacenti) è una delle questioni sociali più importanti nel nostro paese: riguarda la giustizia, la salute pubblica, la sicurezza, la possibilità di impresa, la lotta alle mafie, la ricerca scientifica e le libertà individuali. Meglio Legale rilancia una stagione di lotte politiche e iniziative civili per superare l’approccio repressivo – e solo repressivo – sulla gestione di questo fenomeno, e per ottenere un cambiamento culturale e normativo. Il progetto riguarda la cannabis medica, quella industriale e quella semplicemente…libera! Interessa tre campi principali di azione:




