Con le mani nella marmellata
Per aver le mani libere e decidere sulla testa e con i soldi della gente, la regione FVG ha preso l’abitudine di sollazzarsi alle spalle dell’opinione pubblica e di neutralizzare ogni possibile partecipazione.
Cosicchè qualsiasi decisione anzichè transitare attraverso la procedura decisionale più severa possibile, passa attraverso il veicolo di un percorso accellerato e sotterraneo, sottratto al pubblico dibattito: una “sveltina”. Così è stato anche nei confronti del tanto atteso Piano di Gestione Rischio Alluvioni emesso dall’Autorità Distrettuale di Bacino: piano fondamentale nella definizione di tutta una serie di decisioni strategiche sulle difese idrauliche e in genere sulla gestione del territorio coinvolto dalle piene alluvionalli e dalla violenza dei cambiamenti climatici. Tutto ciò mentre il piano stesso si rivela cruciale e inderogabile nonchè fonte di decisioni onerose quanto presupposto di possibili errori progettuali. Un documento programmatico che se mal indirizzato può servire ai furbi di Latisana che intendono scaricare le proprie responsabilità e attribuire all’alto corso del Tagliamento le opere necessarie a contenere le piene nel basso corso e quindi liberalizzarne le future cementificazioni, e non senza averci intimorito con insensate denunce. Un tentativo quello messo in atto dall’Autorità Distrettuale di Bacino unitamente alla Regione FVG fatto ad arte per nascondere la gravità delle decisioni sinora assunte con il progetto della traversa di Dignano e secondo una procedura incredibilmente irregolare, quanto irresponsabile dal punto di vista finanziario, tecnico, procedurale ed ambientale. Altrettanto intollerabile si è rivelata la procedura di un bando di gara (“Procedura aperta in ambito comunitario … per l’affidamento in appalto dei servizi di ingegneria e architettura che comprendono la redazione del DOCFAP e il supporto al RUP per la redazione del DIP, relativamente alle opere di mitigazione del rischio idraulico nel basso corso del fiume Tagliamento nonché, in via opzionale, la redazione del PFTE relativamente al primo lotto esecutivo del valore economico pari ad € 32.743.657,60 di cui € 15.450.000,00 di lavori”) attraverso il quale si è inteso giustificare e coprire il misfatto del progetto della traversa di Dignano e delle opere arginali stabilite a priori in difesa delle sponde di Spilimbergo e Dignano. Una brutta storia che va avanti da anni con evidenti complicità, nel costante silenzio del difensore civico, dei tengofamiglia dell’informazione regionale che nulla sa e nulla vede, delle associazioni ambientaliste che si limitano ad osservare e nulla agiscono. Cosicchè il giorno in cui l’Autorità Distrettuale di Bacino è stata finalmente costretta a dare notizia del nuovo Piano di Gestione Rischio Alluvioni nel silenzio generale e nell’evidente intento di farla franca, cioè di passare per una scorciatoia procedurale inadeguata alla complessità ed importanza delle decisioni trattate, ovvero attraverso le mani amiche degli uffici regionali, nel maggio scorso abbiamo presentato le nostre rimostranze, ossia quelle osservazioni necessarie a dimostrare l’intrigo e la necessità di obbligare un percorso consono alle leggi italiane ed europee, cioè all’obbligatorietà di quella partecipazione che deriva dall’applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale. Questa volta lo Stato non ha potuto fare a meno di darci ragione, con Decreto MASE n. 0179866 Parere n. 22 del 31 agosto 2026, obbligando il proponente a rifare la procedura, a sottomettersi alla Valutazione di Impatto Ambientale e quindi alle valutazioni del pubblico. Cioè di dare ragione all’unica delle osservazioni pervenute in un contesto che, date le premesse, manifesta tutta la sua incredibile irregolarità e sottomissione ad una prassi che, nella pochezza della politica regionale, non trova più ostacoli di sorta. LI ABBIAMO PRESI CON LE MANI NELLA MARMELLATA e abbiamo reso del tutto evidente il maldestro tentativo di evitare il confronto con il pubblico e così rispondere a tutte le osservazioni del caso.
Aldevis Tibaldi, Valentina Sovran del COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE




