Concerto di Bocelli: confermati gli oltre 3 milioni di costo. Un milioncino all’artista. Dalla Regione non proprio gestione da buon padre di famiglia
Tutto confermato, è costato ben 3.133.838 euro alle tasche dei cittadini del Fvg, il concerto di Andrea Bocelli del 7 maggio scorso a Gemona presso la caserma Goi. Caserma simbolo del sisma che costò la vita a 989 persone di cui 29 alpini della Julia proprio alla Goi che ha ospitato l’evento. Nello specifico il concerto è costato 2.549.968– oltre a iva 22% assommante euro 560.993 per un totale di 3.133.838, di questi un milione più iva cioè 1.220.000 euro sono andati direttamente all’artista. Già questi numeri dovrebbero essere sufficienti per chiedere conto di una scelta operata dalla Regione Fvg che non certo può essere considerata del “buon padre di famiglia”, parliamo di quel criterio giuridico utilizzato nel diritto italiano (articolo 1176 del Codice Civile) per valutare se una persona ha adempiuto ai propri doveri con la giusta attenzione, cura e responsabilità. Fatto ancora più grave se compiuto da chi ha in mano denaro pubblico che potrebbe essere speso altrimenti, magari nelle varie emergenze che questo territorio patisce, dalla sanità alle carenze di mezzi nei sistemi di protezione resi palesi dagli incendi boschivi delle scorse settimane. La scelta di Bocelli hanno spiegato dalla maggioranza, era iniziativa atta a valorizzare e promuovere il territorio regionale e, in particolare, le aree colpite dal Sisma del 1976 a livello extraregionale, con potenziali ricadute positive sul breve e medio periodo in termini di promozione turistica, sulla quale l’Amministrazione regionale sta concentrando strategie di sviluppo mirate tese ad aumentare i flussi dal territorio nazionale e da oltre confine, con conseguenti benefici non circoscritti al solo comparto turistico-ricettivo. A tre mesi possiamo affermare che l’obiettivo non è stato centrato e che c’è anche il rischio che tutto si tramuti in un provvidenziale boomerang per chi ha operato le scelte. Perché se poi alla cifra lunare uniamo alcune cose che non tornano, la situazione si fa delicata anche non volendo pensare ad irregolarità o peggio. Ora che sono passati più di 3 mesi dall’evento iniziano ad emergere i dati della procedura utilizzata per l’assegnazione e successivo svolgimento dell’evento. Iniziamo con il dire che le celebrazioni del 50° anniversario del terremoto del Friuli non possono essere considerate evento inaspettato. Che il 7 maggio 2026 sarebbe arrivato e con questo il cinquantenario dal lutto che devastò il Friuli era scadenza ben nota, insomma non proprio una data a sorpresa. Eppure tutto sembra essere arrivato in un clima di urgenza che lascia perplessi per non dire basiti. Dalle carte che FriuliSera ha visionato è stato utilizzata una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. La giustificazione non era legata al tempo necessario ma al fatto che la scelta di avere Andrea Bocelli, manco fosse l’unico artista di livello in Italia, fosse imperativo categorico. Non discutendo sulla qualità dell’artista, viene da chiedere se, non fosse possibile anziché puntare solo su quel cavallo avanzare una pubblica richiesta agli operatori del settore per identificare anche altre alternative. Ma se invece la questione era “o Bocelli o morte” allora è chiaro che si utilizza lo stratagemma reso possibile dall’Art. 76 del Codice dei Contratti Pubblici che giustifica a determinate condizioni l’uso della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. Questa specifica norma si applica quando i lavori, le forniture o i servizi possono essere forniti unicamente da un determinato operatore economico per via della tutela di diritti esclusivi, inclusi i diritti di proprietà intellettuale (carattere di unicità delle prestazioni artistiche o di agenzie con mandato di esclusiva). Chissà se effettivamente era questo il caso, cioè se Andrea Bocelli aveva concesso mandato di esclusiva (con tanto di penali in caso di inottemperanza) alla società FVG Live srl di Tavagnacco. Sara certamente così, anche se è difficile pensare a notizie diverse dalla versione ufficiale, perché attraverso l’esclusiva la società che vede dominus Luca Tosolini si è vista assegnare “chiavi in mano” l’organizzazione dell’evento e il prode Bocelli, come novello Signor Bonaventura, personaggio dei fumetti creato nel 1917 da Sergio Tofano, famoso per vincere sempre un milione alla fine di ogni storia, non ha alcun interesse, anche, ha solo da perdere, nello smentire la circostanza. Nel settore ci dicono che gli artisti, se ben motivati, delle esclusive se ne impipano. La cosa che fra l’altro rende la vicenda surreale è il fatto che essendo un pagamento su fattura finale (probabilmente già onorata dalla Regione Fvg) come previsto dal contratto, non è prevista una rendicontazione ufficiale, con tanto di pezze giustificatrici, ma da quanto abbiamo visto è stata fornita solo una sorta di nota delle spese stilata su carta bianca senza intestazione. Un lista che si è lasciata scrivere ma che da l’impressione, ma siamo noi maliziosi, essere fatta alla rovescia. Si è partiti dal totale e via via sono state inserite le somme fino alla quadratura. Mancano, o al momento non pare sia state diffuse, le fatture dei singoli pagamenti per capire chi ha preso realmente il denaro. Ovviamente da quanto abbiamo capito Luca Tosolini non ha obblighi da questo punto di vista, almeno non relativamente alla giustificazione dei 3.133.838 alla Regione. Il corrispettivo contrattuale infatti, si legge testualmente nel contratto di affidamento, è stato determinato dall’Appaltatore in base ai propri calcoli, alle proprie indagini, alle proprie stime, ed è pertanto fisso e invariabile. Nel prezzo offerto dall’Appaltatore si intende compresa e compensata, senza eccezione, ogni spesa che ricorra all’esecuzione del Servizio de quo. Tutto regolare quindi con buona pace dei contribuenti che magari, quando vedranno bruciare ancora i boschi, anziché evocare la pioggia risolutrice, come ha fatto l’assessore Riccardi, potrebbero chiedere l’intervento degli acuti Bocelliani. In realtà però, l’affidamento senza gara motivato sulla base dell’esclusiva artistica ha visto spesso pareri negativi da parte dell’ANAC proprio sull’esclusiva: l’Autorità Anticorruzione ha infatti espresso in passato orientamenti molto rigidi sugli affidamenti basati sulla “privativa” o sull’esclusiva artistica. Secondo l’ANAC, l’amministrazione pubblica deve dimostrare rigorosamente che non esistano alternative artistiche comparabili e che l’importo corrisposto sia congruo e ampiamente motivato, per evitare elusioni delle normali regole del codice degli appalti. E’ questo il caso? Non spetta a noi determinarlo ma speriamo che le forze d’opposizione trovino le motivazioni per presentare un esposto e non solo le interrogazioni che, diciamolo, lasciano spesso il tempo che trovano. . Gli elementi ci sarebbero tutti: Oltre alla prova che non esistevano alternative artistiche comparabili, insomma Bocelli non era l’unico artista possibile e non basta che fosse gradito alla giunta regionale. L’entità abnorme della spesa pubblica per un singolo evento di poche ore, invece di destinare le risorse a progetti culturali o sociali locali di lungo periodo legati al territorio friulano. C’è poio il problema della contestata gestione legata alla distribuzione dei biglietti gratuiti, con richieste di chiarimenti sulle modalità di tracciamento o profilazione dei cittadini per l’accesso. Ma soprattutto la mancanza di dati puntuali di rendiconto correlati da pezze giustificative perché quanto fin qui fornito non pare lontanamente rispondere ad alcun criterio di trasparenza.
Fabio Folisi





