Confesercenti Udine, crisi vie commerciali: “No a letture catastrofiste, l’offerta resta di qualità”
“La crisi delle vie commerciali di Udine è innegabile, ma le narrazioni catastrofiste non servono a nessuno”. Così il presidente CAT Udine Confesercenti, Roberto Simonetti, replica alle notizie apparse sulla stampa circa i dati diffusi dall’amministrazione comunale nell’ambito del protocollo di rigenerazione, “un quadro del commercio nel centro che mostra ombre e criticità – ammette -, tuttavia il commercio di prossimità va considerato anche dal punto di vista di qualità dell’offerta, e da questa angolazione, come associazione di categoria, non possiamo avallare l’etichetta di “via in crisi”. È fuori di dubbio che lungo l’asse viario Vittorio Veneto-Aquileia le serrande abbassate e gli immobili commerciali sfitti siano un problema oggettivo, così come la stagnazione economica e l’aumento dell’inflazione. Eppure queste due vie ad altissima varietà di categorie merceologiche soddisfano quasi qualunque bisogno quotidiano dei clienti, grazie ai commercianti e agli esercenti storici che resistono e ad imprenditori più giovani che hanno scelto di investire”.
Gli affitti alti rappresentano una difficoltà per chi già opera e una barriera all’ingresso per l’insediamento di nuove attività, ma al contempo – osserva Simonetti – è anche vero che mettono vie come Vittorio Veneto e Aquileia al riparo dall’apertura di negozi di scarsa qualità. Piuttosto, la domanda da porsi, in positivo, è: come esportare un modello di varietà merceologica e prossimità che c’è e che funziona?”.
I dati di Udine città, per quanto non entusiasmanti, restituiscono l’immagine di un centro relativamente in salute, se rapportato a quanto osservato in altre zone d’Italia. “I problemi ci sono: i parcheggi nella zona sono scarsi, la caserma Savorgnan è ancora vuota, e la riqualificazione del cinema Odeon non inizierà prima del 2028 – evidenzia Confesercenti -; due strutture, queste ultime, che se riportate alla fruizione del pubblico possono da sole rivitalizzare l’intera area”.
Altre questioni urgenti che il Comune deve risolvere consistono nella ridefinizione degli spazi urbani e nella riorganizzazione del sistema di sosta e mobilità. “Gli investimenti economici arrivano quando la direzione di sviluppo e il quadro normativo sono chiari. Fin qui questa amministrazione ha attuati provvedimenti corretti e positivi sul commercio in quanto tale: il protocollo di rigenerazione urbana ci fornisce una base di dati oggettiva, il bando sviluppo ha fornito sostegno alla progettualità, però le scelte tattiche non sono sufficienti. Serve una visione strategica di insieme”.
Oltre a sedere ai tavoli di concertazione del Comune, Confesercenti Udine si è attivata anche per la promozione di alcune vie, grazie a una proficua collaborazione con le associazioni di Borgo Pracchiuso, Borgo Aquileia e via Manin. “Abbiamo co-organizzato degli eventi nel periodo estivo e già cantierato la progettualità per replicarli e migliorarli l’anno prossimo, perché un commercio sano passa da una città viva e viceversa”.




