Contrordine. Marcia indietro di Fedriga e Riccardi sulle regole per gli ambulatori da loro stessi emanate

Ci meraviglia che la giunta regionale  o meglio il duo Fedriga/Riccardi,  abbia compiuto una marcia indietro sulle regole ambulatori recentemente da loro stessi emanate ammettendo implicitamente di aver preso una colossale cantonata. Ci meraviglia perché in genere il duo esprime sempre infallibilità anche davanti all’evidenza. Comunque, forse in ossequio al fatto che l’eccezione conferma la regola o che troppe erano state le critiche anche da parte in genere a loro amiche  o funzionali,  hanno deciso un clamoroso dietrofront comunicata con una noticina che  avrebbero voluto passasse inosservata come “integrazione” il giorno prima della scadenza  per l’accreditamento: Le strutture ambulatoriali (sia pubbliche che private) avevano infatti  l’obbligo di presentare la domanda e mettersi in regola con i nuovi standard entro il termine perentorio di oggi 19 settembre 2026. Così in “zona Cesarini” è arrivata la moratoria che non è sfuggita al  consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) che in una nota ha svelato l’inghippo: «Le regole recentemente stabilite per agli ambulatori e le relative attività, scrive Conficoni,  erano talmente assurde che la Giunta Fedriga è stata costretta a una colossale e imbarazzante marcia indietro. Una plateale ed enorme brutta figura che descrive un sistema allo sbando e ha tentato successivamente di nascondere facendola passare come un’integrazione». La delibera in questione era quella emessa dalla Giunta regionale  per adottare il regolamento di integrazione del “Regolamento per il rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento istituzionale alle strutture che svolgono attività ambulatoriale e di chirurgia ambulatoriale”. «Non era mai successo in Friuli Venezia Giulia che in una delibera di Giunta regionale si scrivessero così tante assurdità da doverla revocare il giorno dopo. Con quella delibera, Fedriga e Riccardi avevano definito requisiti di accreditamento talmente irragionevoli per la chirurgia ambulatoriale che avrebbero dovuto chiudere tutte le sedi pubbliche e private. Solo a fronte di una sonora protesta generalizzata, con criticità di carattere interpretativo, procedurale e applicativo segnalate dalle stesse aziende sanitarie, hanno dovuto prendere atto delle illogicità scritte in quella delibera e di fatto ritirare l’atto mascherando il tutto con una sospensione».

TESTO INTEGRALE DEL DPREG 096-2026

ALLEGATO1 AL DPREG 096-2026