Cornacchia, animalisti depositano nuovo ricorso urgente al Prefetto di Pn “situazioni analoghe risolte senza soluzioni cruente”
Stop ad ordinanze ammazza tutto e ammazza cornacchie. Il Partito Animalista Italiano, rende noto la portavoce e attivista Irene Giurovich, ha depositato un nuovo ricorso urgente al Prefetto di Pordenone per chiedere la sospensione immediata dell’ordinanza, anche alla luce delle recenti conferme che motivano il comportamento della cornacchia (la presenza del nido). Questa mattina anche noi del PAI abbiamo avuto modo di verificare che la cornacchia non risulta aggressiva, manda degli avvertimenti, come ha dimostrato il presidente della LAV di Pordenone, Guido Iemmi, nel suo video in diretta pubblicato su Fb. L’ufficio legale del PAI ha sottoscritto e depositato il ricorso d’urgenza per chiedere il blocco immediato delle ordinanze comunali. Si tratta – dichiara il presidente nazionale e avvocato Cristiano Ceriello – “di un provvedimento ingiusto, ingiustificato e che viola le normative nazionali e regionali, quindi va annullato immediatamente: mamma Cornacchia e i suoi piccoli vanno salvati, la battaglia non si ferma”. Come se non bastasse, sparare in una zona densamente abitata non è nemmeno ammissibile giuridicamente.
“Ricordiamo al Comune di Pordenone, al sindaco, al Corpo forestale che con i ricorsi pendenti non è possibile procedere all’uccisione, pena la denuncia immediata”. Giurovich suggerisce che il sindaco prenda a modello la “risoluzione Cividale” come pure la “risoluzione Trieste” quando, con ben altro approccio, etico e in linea con i dettami di protezione della fauna selvatica, le amministrazioni riuscirono, qualche tempo fa, a risolvere l’analogo problema senza ammazzare nessun animale. Spiace prendere atto delle immagini, veicolate dalla Lav che ringraziamo, che testimoniano le provocazioni da parte di alcuni residenti nella zona contro la cornacchia.
Il PAI nazionale e la sezione del Friuli Venezia Giulia ringraziano ufficialmente tutti gli attivisti e le associazioni che si stanno mobilitando per trovare soluzioni ragionevoli che salvaguardino i corvidi e i pulli, chiedendo di marciare uniti e compatti per la stessa causa. Fino ad oggi le alternative esperite anche da altre amministrazioni, fra cui dissuasori visivi, acustici e altre modalità non cruente, non sono state applicate. La colpa non è certo degli animalisti! Ovviamente, anziché abbattere la cornacchia, si potrebbe catturare, anestetizzandola, e trasferirla in un Cras dove anche il nido potrebbe trovare rifugio. Nel frattempo l’ex rettore di Udine, consigliere regionale Furio Honsell torna a chiedere al sindaco di Pordenone un ripensamento alla luce di ragione etiche e bioetiche, tenendo conto anche del fatto che Pordenone sarà la capitale europea della cultura nel 2027. “Come conciliare questo ruolo con soluzione violente anziché di convivenza serena e pacifica fra uomo e natura?”, si chiede il PAI.




