Cornacchia di Pordenone non sarà abbattuta, almeno fino all’udienza del Tar del 16 luglio
La cornacchia di Pordenone è salva, almeno fino al 16 luglio data nella quale il merito della controversia sarà discussa dal Tribunale amministrativo regionale che ha accolto la sospensiva chiesta dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione, contro l’ordinanza del sindaco di Pordenone del 29 maggio scorso nella quale si disponeva il possibile abbattimento dell’esemplare. L’ignara corvide non dovrebbe dormire sonni tranquilli dato che sabato è stata emessa una nuova ordinanza che prendeva atto del fallimento dei tentativi di cattura dell’animale e dava il via libera definitivo alla soppressione. Il provvedimento era stato preso per ragioni di tutela dell’incolumità pubblica, dopo che il corvide aveva aggredito persone nelle vicinanze causando ferite ed abrasioni alla testa, un atteggiamento dovuto alla presenza di un nido con pulli su un albero. La vicenda sembra paradossale ma è in realtà diventata una rogna seria per il sindaco di Pordenone Alessandro Basso che vorrebbe applicare al caso il metodo Fugatti che riguardava un orso e non un uccello dal peso di pochi etti. Agitando lo spettro dell’incolumità pubblica e forse influenzato dal ricordo delle scene del film di Alfred Hitchcock il sindaco Basso aveva firmato le ordinanze che prevedono l’abbattimento dell’esemplare. La decisione ha però provocato una forte reazione da parte delle associazioni per la tutela degli animali dividendo l’opinione pubblica. Oggi la temporanea svolta con il Tar del Fvg che ha dato ragione alla LAV che sostiene che il comportamento della cornacchia non è di aggressività gratuita ma riconducibile alla difesa del nido e dei piccoli, una condotta considerata naturale durante il periodo riproduttivo (che dura poche settimane. Secondo gli animalisti, l’abbattimento rappresenterebbe una misura sproporzionata e sarebbero possibili soluzioni alternative non letali.




