Crisi energetica, Cna Fvg e Confartigianato alla Regione: ora investimenti strutturali per imprese e famiglie”

La CNA Friuli Venezia Giulia assieme a Confartigianato, CNA FVG ha condiviso un documento unitario consegnato all’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, nel quale vengono indicate priorità e richieste urgenti per tutelare imprese, lavoratori e famiglie.

“Accogliamo positivamente la tempestività dell’intervento – afferma il presidente regionale Maurizio Meletti, presente all’incontro in Regione con il direttore regionale Roberto Fabris -, perché il nuovo scenario di crisi energetica rischia di avere ripercussioni immediate sui costi di produzione e sulla competitività delle nostre imprese. È fondamentale però che le misure in arrivo non siano solo una risposta all’emergenza, ma contribuiscano a costruire una maggiore autonomia energetica nel medio periodo”.

Nel documento CNA FVG Confartigianato evidenziano la necessità di interventi mirati su logistica e trasporti, per evitare che l’aumento del costo dei carburanti si trasferisca rapidamente sui beni di consumo. Allo stesso tempo, viene richiesto un sostegno diretto a cittadini e famiglie, per scongiurare un calo del potere d’acquisto che avrebbe effetti negativi sull’intera economia regionale. Tra le priorità strategiche, CNA FVG ribadisce l’importanza di accelerare gli strumenti che favoriscono l’autonomia energetica delle imprese e la nascita delle Comunità energetiche rinnovabili, comprese quelle promosse dalla Regione.

È noto che il costo del kWh pagato dalle piccole imprese italiane, considerando gli oneri parafiscali, risulta superiore di non meno l’80% (con punte superiori al 90%) rispetto alla media europea, un divario che rende ancora più urgente un intervento strutturale. “Le nostre imprese – conclude CNA FVG – stanno affrontando un aumento dei costi energetici che non è più un picco temporaneo, ma un fattore strutturale che incide quanto il costo del lavoro e delle materie prime. Per questo servono sì misure immediate, ma anche una strategia di lungo periodo che metta il sistema produttivo al riparo dalle crisi internazionali”.