Cure intermedie nel distretto Tagliamento: posti letto da 40 a …?

Riceviamo dal Coordinamento del Sanvitese per la Sanità Pubblica e volentieri pubblichiamo:

“Le Strutture INTERMEDIE come la RSA, necessarie per le cure delle persone e famiglie più fragili e vulnerabili per età, cronicità, disabilità, reddito, sono in chiusura anche a San Vito come è già successo a Roveredo in piano.

Ci chiediamo: come si conciliano queste scelte con le dichiarazioni dell’assessore Riccardi? In più sedi e a più interlocutori (tra cui noi cittadini) ha dichiarato che il problema non è il punto nascita o l’ospedale, ma che la priorità è dare una risposta ad una popolazione sempre più anziana, che ha bisogno di assistenza per la cronicità.

Eppure, nel 2022, in campagna elettorale, oltre a dichiarare che non avrebbero chiuso il punto nascita, Riccardi e Fedriga avevano promesso ai Sindaci del nostro territorio che nel distretto Tagliamento ci sarebbero stati 40 posti letto di cure intermedie, ad oggi non realizzati.

Infatti, nel nostro distretto prima c’era la Residenza Sanitaria Assistita, con 25 posti letto gestita da ASFO, con attività di riabilitazione e funzione respiro; nel 2023 è stata trasformata in Ospedale di Comunità sperimentale appaltato alla Casa di riposo e i posti letto sono stati ridotti a 20, con assistenza prevalentemente infermieristica. Sappiamo che nei prossimi mesi questa convenzione scadrà e il nuovo edificio promesso per l’ospedale della comunità non è stato costruito. Infatti, dopo le elezioni hanno deciso che sorgerà solo ad Azzano Decimo, con soli 20 pl che sostituiranno i 25 pl della RSA di quel distretto, anch’essa destinata alla chiusura.

Nel sanvitese passeremo da 25 pl di RSA a ZERO pl di cure intermedie?
Secondo il Sindaco Bernava da noi interpellato, quando chiuderà l’Ospedale di Comunità di San Vito nel prossimo gennaio, dovrebbero essere attivati 28 posti letto per post acuti, ubicati in ospedale.

Dove e come si cureranno gli anziani della nostra area?
Di due distretti ne hanno fatto uno per un bacino di circa 100mila utenti, chiudendo le due RSA (50 posti letto) e attivando un solo Ospedale di Comunità con 20 pl e senza le attività di riabilitazione.
Ci auguriamo che nel futuro reparto per post acuti di San Vito, sia prevista per i pazienti anche l’attività riabilitativa indispensabile in un polo sanitario dotato di ortopedia e chirurgia ospedaliere.
L’assistenza PRIMARIA è messa in pericolo dalla carenza di infermieri e fisioterapisti che vanno a domicilio e dalla mancanza di medici di base.

Come cittadini dei Comuni del sanvitese chiediamo ai Sindaci e ai rappresentanti politici di vigilare e intervenire presso l’ASFO e l’Assessorato regionale alla sanità per fermare il depauperamento dei servizi sia ospedalieri (vedi chirurgia oncologica) che territoriali, garantendo per le esigenze primarie una recettività adeguata ai bisogni della popolazione e una risposta di prossimità che eviti le attese e i disagi per i continui e difficili spostamenti”.