DDL caccia: è un attacco sconsiderato alla biodiversità e alla sicurezza. La destra calpesta ambiente ed Europa per accontentare le lobby
“Il disegno di legge 1552 a prima firma Malan, Senatore di Fratelli d’Italia, approdato in Aula al Senato, non è una riforma dell’attività venatoria, ma una vera e propria deregulation che stravolge la Legge 157/1992, esponendo il nostro patrimonio faunistico e i cittadini a rischi gravissimi. Siamo di fronte a un testo pericoloso, che ha già incassato le bocciature dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine della notizia della presentazione del DDL 1552 Maran in Senato, con cui si dà il via libera all’attività venatoria in spregio alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE, ex 79/409/CEE) e alla Direttiva Habitat (92/43/CEE), che sono i due pilastri normativi europei per la tutela della biodiversità.
“Le modifiche previste dal DDL 1552 – precisa la Vice Presidente della Commissione Ambiente della Regione FVG – rappresentano una resa incondizionata alle frange più estremiste del mondo venatorio e agricolo. Aumentare le specie cacciabili, allargare i periodi di caccia e ridurre le tutele nelle aree protette e nel demanio costiero significa fare un salto indietro di decenni. Si vuole trasformare il nostro territorio in un bersaglio libero, calpestando i pareri della comunità scientifica e le normative comunitarie sulla tutela degli habitat.
Come se non bastasse – incalza Pellegrino – l’impianto normativo è fortemente a rischio di incostituzionalità e ignora del tutto il tema fondamentale della sicurezza pubblica. La tutela del patrimonio naturale dello Stato non può essere subordinata a logiche di sfruttamento o a una visione ideologica che considera gli animali come semplici bersagli da eliminare, ignorando l’equilibrio degli ecosistemi.
Questo disegno di legge non è una riforma, ma un attacco frontale al patrimonio naturale di tutti gli italiani. Ribattezzarlo ‘caccia selvaggia’ non è un’esagerazione, ma la drammatica realtà di un testo che calpesta le più elementari regole di tutela degli uccelli e degli habitat. Aver trasformato i cacciatori in presunti ‘bioregolatori’, sminuendo il parere scientifico dell’ISPRA, significa sostituire la competenza scientifica con gli interessi di lobby.
Non staremo certo a guardare – prosegue l’esponente RossoVerde – e faremo barricate per fermare questo scempio. La natura italiana è un bene comune e continueremo a difenderla da chi vuole smantellarne le tutele per fare un favore alle lobby della caccia.”
E conclude Pellegrino “Chiediamo pertanto con forza che il Parlamento ascolti il grido d’allarme lanciato da oltre 400mila cittadini, dalle associazioni ambientaliste e dagli organismi europei e fermare il DDL Malan. La tutela degli ecosistemi è un dovere costituzionale e non è negoziabile.”




