Educazione affettiva a scuola: non parlarne è il vero errore. La censura ideologica è ingiustificabile

“Non è un peccato o uno scandalo parlare di educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Il vero peccato e la vera irresponsabilità istituzionale è scegliere di non parlarne abbandonando i giovani all’isolamento, alla disinformazione e a modelli tossici veicolati dal web e dalla pornografia.”
Così in una nota la Consigliera Regionale Serena Pellegrino, Alleanza Verdi e Sinistra, a margine del via libera alla legge all’educazione sessuo-affettiva ‘Valditara’, che rende obbligatoria l’approvazione delle famiglie e il divieto tassativo nelle scuole dell’infanzia e primarie.
“L’approvazione definitiva della legge sul cosiddetto ‘consenso informato’ impone un clima di sospetto e censura attorno a tematiche fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi. Imporre filtri preventivi e ostacolare i percorsi formativi sull’affettività e sul rispetto non protegge gli studenti, ma li priva degli strumenti necessari per comprendere le proprie emozioni, riconoscere i propri confini e prevenire la violenza di genere.
La presunta volontà di tutelare i minori da una ‘propaganda’ – incalza l’esponente RossoVerde – è un pretesto ideologico e demagogico, che maschera una visione miope e reazionaria. La scuola pubblica ha il dovere costituzionale di formare cittadini consapevoli e di garantire un’educazione inclusiva. Escludere questi temi dalla scuola dell’infanzia e primaria, relegandoli a un percorso burocratico alle medie e superiori, significa far abdicare lo Stato al proprio ruolo formativo e imporre un controllo invasivo sui programmi, violando così la libertà di insegnamento.
I giovani chiedono a gran voce di essere ascoltati e guidati nella comprensione delle relazioni, del consenso e dell’identità. Mettere il bavaglio agli insegnanti ed erigere barriere tra scuola e famiglia non tutela la libertà educativa, ma indebolisce il patto sociale.
È inaccettabile – prosegue Pellegrino – una censura politica che ignora l’evidenza scientifica e sociale, in quanto l’educazione sessuo-affettiva è il principale strumento di prevenzione e rispetto reciproco. Come indicato dal documento redatto dall’UNESCO, con OMS, UNICEF e UNFPA, i programmi scolastici strutturati migliorano le competenze di vita, non aumentano l’attività sessuale precoce e rendono i giovani più responsabili. Inoltre, la Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) conferma che questa educazione previene il cyberbullismo, riduce i comportamenti aggressivi e abbatte la violenza di genere.”
E continua l’esponente AVS “I dati internazionali dimostrano infine che chi riceve una formazione sul consenso sa identificare meglio le situazioni di abuso e molestia, proteggendosi in anticipo.
Ecco perché – conclude Pellegrino – ci appare immotivato e oscurantista il principio, e quindi la legge, per contrastare ciò che la scienza dell’educazione insegna da tempo, ovvero che la scuola è l’unico argine per decostruire e destrutturare modelli distorti e tossici, nel ritardare il debutto sessuale o nel ridurre le gravidanze indesiderate, ribadendo che l’educazione affettiva non è una scelta accessoria, ma una vera e pratica di salute pubblica e prevenzione, fondamentale per il benessere psicofisico di studenti e studentesse.”