Elicotteri e sprechi

Di nuovo bufera sul sistema di emergenza del FVG, se da un lato vi è una grave carenza di mezzi di soccorso, mancano soprattutto le automediche, dall’altro si assiste a sprechi di risorse veramente sconcertanti.
È stato infatti denunciato lo spreco derivante dal sottoutilizzo del secondo mezzo dell’Elisoccorso regionale, che costa due milioni di euro all’anno e risulta aver fatto circa 150 voli, quindi uno ogni due o tre giorni, e di questi una buona parte per codici bianchi o verdi, quindi servizi non urgenti, che dovrebbero essere eseguiti da autoambulanze, con costi infinitamente minori e anche con meno rischio (dati ufficiali relativi al 2023-2024).
Il mezzo aereo va impiegato solo quando serve realmente, altri usi sono inappropriati, ed è strano che i vertici della sanità regionale ne approvino un uso così “disinvolto”, visto che è proprio l’assessore alla Salute Riccardi a parlare in ogni momento di appropriatezza della spesa e di efficienza, e richiama sempre una norma nazionale, il DM 70/2015, quando si tratta di chiudere o ridurre strutture e servizi.
Invece per l’elicottero l’assessore sembra ignorare che proprio la stessa norma, il DM 70/2015, prevede per un elicottero un numero di voli non inferiore a 400 all’anno. E il secondo elicottero di voli ne fa circa 150.
Che questo elicottero non serva più di tanto lo dimostra anche il fatto che è privo di équipe sanitaria, ovvero sono presenti il pilota e il tecnico di volo, sempre pronti a partire, ma da soli; infatti, non sono previsti né medico, né infermiere in guardia attiva, e neppure in reperibilità. Quando serve un volo sanitario bisogna fare una ricerca telefonica per trovare un medico e un infermiere che siano liberi e disponibili a lasciare ciò che fanno per dirigersi all’elibase. E così accade che gli interventi vengano differiti fin che non si riesce a formare l’équipe sanitaria.
Nella discussione avvenuta in Consiglio regionale l’assessore Riccardi ha ricordato che il secondo elicottero serve anche a coprire il buco di copertura del servizio del primo elicottero, che si verifica per un’ora sia all’alba che al tramonto, si tratta del tempo necessario per la riconfigurazione dal volo diurno a quello notturno e viceversa. Così l’equipe sanitaria lascia il primo elicottero, monta sul secondo e la continuità del servizio è mantenuta. Ma quanto ci costa! La Regione già paga 4 milioni all’anno per avere la copertura diurna e notturna dell’elisoccorso, e adesso scopriamo che però c’è un buco di due ore e allora ecco il secondo elicottero, che costa altri due milioni di euro.
E un ulteriore aspetto bizzarro è la previsione di utilizzo di questo secondo elicottero per compiti che non attengono alla sanità, come la ricerca dispersi e il recupero di persone illese in ambiente ostile, ovvero attività di soccorso tecnico urgente che già svolgono gli aeromobili delle forze dell’ordine o dei vigili del fuoco. Perché la Regione sembra voler fare concorrenza ai Corpi dello Stato pagando un privato per fare quello che il pubblico fa già?
Se non è spreco questo…

Walter Zalukar
Associazione Costituzione 32