Ennesimo decreto sicurezza, il Silp Cgil boccia il provvedimento: “solo propaganda elettorale e populismo penale
All’esito dell’approvazione dell’ultimo decreto sicurezza, il SILP CGIL (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia della Cgil) esprime una ferma e motivata critica nei confronti di un provvedimento che, dietro l’altisonante retorica della fermezza, cela una drammatica vacuità di contenuti strutturali e finanziari. Dal punto di vista tecnico-giuridico, il decreto appare come l’ennesima operazione di “ipertrofia legislativa”: si creano nuovi reati e si inaspriscono pene in modo simbolico, senza tuttavia agire sui presupposti materiali che garantiscono l’effettività della norma e
l’efficienza degli apparati di pubblica sicurezza. Nonostante i proclami governativi, infatti, le previsioni sulle assunzioni non compensano affatto il deficit cronico di organico maturato nell’ultimo decennio. La realtà dei fatti racconta di uffici e commissariati ridotti ai minimi termini, dove il turn-over resta un miraggio. Sul fronte contrattuale, le risorse stanziate per il rinnovo del comparto sicurezza sono del tutto insufficienti a coprire il tasso di inflazione galoppante, traducendosi di fatto in una perdita del potere d’acquisto per le donne e gli uomini in divisa. A fronte poi di nuovi compiti e maggiori responsabilità, si registra da quattro anni un taglio costante e certificato alla spesa corrente. Ciò significa meno fondi per la manutenzione delle strutture, per l’ammodernamento degli equipaggiamenti e per le dotazioni tecnologiche
necessarie a contrastare la criminalità moderna. La sicurezza dei cittadini non si garantisce con i commi, ma con mezzi efficienti e divise idonee. Infine, le disposizioni in materia di minori e immigrazione clandestina appaiono prive di pragmatismo. In particolare, le procedure di
espulsione restano una “grida” manzoniana finché mancheranno accordi bilaterali di rimpatrio solidi con i paesi d’origine. La sicurezza degli
operatori e la dignità umana continuano ad essere trascurate, le nuove norme restano meri proclami ad uso dell’opinione pubblica. “Siamo di fronte all’ennesimo ‘maquillage’ normativo in vista delle scadenze elettorali – afferma Pietro Colapietro, segretario generale del SILP CGIL -. Questo decreto è un colpo di coda che punta alla percezione della sicurezza anziché alla sicurezza reale. Come lavoratrici e lavoratori in divisa ci sentiamo profondamente presi in giro: non si può chiedere efficienza a un corpo di polizia che viene sistematicamente sotto-finanziato e ignorato nelle sue esigenze primarie. Mentre il Governo si spende in retorica securitaria, i poliziotti devono fare i conti con contratti miseri e mezzi obsoleti. È finito il tempo della ‘fuffa’ legislativa: servono investimenti strutturali e una visione che non usi la divisa come un paravento per nascondere il peggioramento delle condizioni di vita e di benessere dei cittadini. La sicurezza è un diritto costituzionale che si garantisce
con la serietà amministrativa, non con il populismo penale”.




