Eventum: Istantanee di accadimenti. Maurizio Valdemarin da domani Udine Casa della Confraternita

Si inaugura venerdì 2 ottobre, negli spazi della Casa della Confraternita sul colle del Castello di Udine, la mostra personale di Maurizio Valdemarin Eventum – Istantanee di accadimenti, a cura di Carlo Stragapede e organizzata dalla Fondazione Syncretika – Arte e Cultura ETS con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di IoSonoFVG, del Comune di Udine e di Udine Musei. L’esposizione resterà aperta fino al 25 ottobre, dal venerdì alla domenica, dalle 16 alle 18.
Il titolo richiama il latino eventum, l’accadimento: l’istante irripetibile in cui le forze latenti della materia emergono in superficie, manifestandosi in forme sensibili e cangianti. Collocata tra indagine fotografica, sperimentazione cromatica e tensione pittorica astratta, la ricerca di Valdemarin non offre infatti una rappresentazione statica del reale, ma la cristallizzazione di un processo in divenire, in cui il flusso dei colori è colto nel punto di massimo equilibrio. L’istantanea, in questa prospettiva, non congela l’immagine: fissa l’energia del movimento e rende visibile la struttura segreta dell’evento.
I pigmenti fluidi scorrono, si intrecciano e si ramificano, evocando i processi organici della natura e le strutture del cosmo, mentre l’artista agisce come un catalizzatore che guida il processo senza forzarlo, lasciando che gravità e leggi fisiche concorrano alla nascita dell’immagine. Il caos apparente delle colature trova così un ordine interno, nel quale rossi, gialli e blu dialogano con velature trasparenti e sovrapposizioni d’ombra. Erede autonoma dell’Informale europeo e dell’Action painting americana, questa ricerca si proietta nel linguaggio tecnologico contemporaneo: la lavorazione fotografica e digitale non annulla la materia, ne esalta piuttosto la grana e la vibrazione luminosa.
Le pareti in pietra della Casa della Confraternita accolgono la carica energetica del colore in un contrasto che esalta tanto la memoria secolare del luogo quanto l’istante sospeso dell’opera, e il visitatore, chiamato a ricostruire con lo sguardo la traiettoria del gesto, diviene testimone partecipe dell’evento.