Fluidodinamica, meeting internazionale all’Università di Udine

Una settantina fra i maggiori esperti internazionali di fluidodinamica multifase si ritroveranno all’Università di Udine dal 22 (dalle 9) al 24 luglio per presentare le più recenti innovazioni scientifiche nel settore. I flussi multifase sono sistemi in cui particelle interagiscono con un fluido. Si tratta di fenomeni centrali in diverse applicazioni tecnologiche: dalla produzione e conversione dell’energia al trasporto degli inquinanti e delle microplastiche, dai processi industriali alla combustione alle applicazioni biomedicali e ambientali.

Si tratta della terza edizione del simposio internazionale “Dispersed multiphase flows: from measuring to modeling” che si terrà nell’auditorium Sgorlon, nel polo di via Margreth dell’ateneo. A organizzarlo sono il Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo con il Centro internazionale di scienze meccaniche (Cism) di Udine e il Beijing international center for theoretical and applied mechanics (Bitcam). Gli studiosi che parteciperanno al meeting arrivano da università e centri di ricerca di Europa, Asia, Nord America e Australia.

La fluidodinamica multifase è oggi uno dei settori più attivi della meccanica dei fluidi. «Le tecnologie per la transizione energetica, la sostenibilità ambientale e numerosi processi industriali – sottolinea il professor Marchioli – dipendono dalla nostra capacità di comprendere e modellare sistemi estremamente complessi. Riunire a Udine alcuni dei maggiori esperti internazionali significa creare un’opportunità unica di confronto scientifico e favorire nuove collaborazioni di ricerca».

«Quest’anno il simposio arriva in Friuli confermando una collaborazione scientifica ormai consolidata e una formula biennale che alterna la sede dell’evento tra Europa e Cina – spiega Cristian Marchioli, docente di Fluidodinamica dell’Università di Udine e co-presidente del simposio insieme al Professor Lihao Zhao della prestigiosa Tsinghua University di Pechino –. Si tratta di uno degli appuntamenti scientifici internazionali più qualificati nel settore. È caratterizzato da una formula particolarmente selettiva: la partecipazione avviene esclusivamente su invito e i ricercatori sono stati scelti sulla base della qualità e dell’impatto della loro attività scientifica. L’obiettivo è favorire un confronto ai massimi livelli tra studiosi che stanno contribuendo in modo significativo allo sviluppo della disciplina».

Fluidodinamica, ateneo centro di riferimento
L’arrivo del simposio a Udine non è casuale. Negli ultimi anni l’Università di Udine si è affermata come uno dei principali poli europei di ricerca nel campo della fluidodinamica multifase. Grazie a un’intensa attività scientifica il gruppo di ricerca dell’Ateneo, coordinato da Cristian Marchioli, collabora con alcune delle più prestigiose università e istituzioni scientifiche. Partecipa, inoltre, a numerosi progetti di ricerca finanziati a livello nazionale ed europeo. L’iniziativa conferma il ruolo dell’Università di Udine e del Cism come promotori della ricerca internazionale d’eccellenza e contribuisce a rafforzare la visibilità del Friuli Venezia Giulia quale sede di eventi scientifici di livello mondiale.

«È anche grazie a questa riconosciuta autorevolezza scientifica – evidenzia Marchioli – che l’Università e il Cism di Udine sono stati scelti per ospitare nuovamente il simposio, dopo il successo della prima edizione e della successiva tappa di Pechino nel 2024. La collaborazione con il Beijing international center for theoretical and applied mechanics è oggi uno dei più solidi esempi di cooperazione scientifica tra Europa e Cina nel settore della meccanica dei fluidi e della fluidodinamica multifase. Per tre giorni Udine – sottolinea Marchioli – diventerà un punto di incontro della comunità scientifica internazionale che si occupa di fluidodinamica multifase. La presenza dei maggiori esperti del settore costituisce un importante riconoscimento del livello scientifico raggiunto dall’Ateneo e dal Cism e offre ai nostri giovani ricercatori un’occasione straordinaria di confronto con studiosi che stanno contribuendo a definire il futuro della disciplina. Oltre al valore accademico, il simposio rappresenta anche un’importante occasione di incontro tra culture scientifiche diverse e di sviluppo di nuove collaborazioni destinate ad affrontare alcune delle grandi sfide tecnologiche e ambientali dei prossimi decenni» conclude il professor Marchioli.