Furio Honsell, Consigliere regionale di Open Sinistra FVG: province senza funzioni ma con nuovi costi e burocrazia

“È stata definita la norma più importante della legislatura, ma la legge che riproduce le 4 province di dieci anni fa con i medesimi confini, possiede solamente una manciata delle funzioni che avevano allora:  è un
passo indietro che può avere gravi conseguenze nell’assetto amministrativo della Regione. La Regione ha la potestà primaria sull’assetto degli enti locali, quindi avrebbe potuto cogliere questa occasione per affrontare le criticità dell’attuale assetto, che riguardano soprattutto le funzioni sovracomunali invece di creare un ente sottosviluppato che va in competizione con la Regione nelle funzioni di area vasta che sono già
gestite in modo più efficace dalla Regione. Queste nuove, ma inutili province, sono fatte più per propaganda, sono fatte così tanto per farle. ma senza una chiara visione.  Rischiano così di creare solamente confusione, costi ulteriori a carico dei cittadini e in ultima analisi servizi peggiori. Per fare un esempio: introdurre uno strato di decisione  politica nella manutenzione delle strade o delle
scuole e non applicare il criterio tecnico di intervenire là dove è maggiore l’incidentalità per le strade oppure là dove è inferiore il livello di antisismicità- non può che preoccupare-. Questa legge poteva
offrire un ulteriore livello di rappresentanza democratica. Purtroppo, con le attuali funzioni è una mistificazione di questo principio democratico. Come Open Sinistra FVG abbiamo cercato di frenare la
costituzione di un ente locale così confuso e abbiamo espresso ahimè inutilmente un voto contrario. “Abbiamo anche presentato  due  emendamenti importanti, purtroppo entrambi bocciati. Il primo prevedeva
che le Province non possano introdurre un’addizionale provinciale all’IRPEF per evitare che i costi di questi nuovi enti vengano scaricati sui redditi di lavoratori e dei pensionati, nel prossimo futuro. L’altro, riguarda invece l’acquisizione del consenso nel trasferimento dei lavoratori dalla Regione alle Province, che altrimenti sarebbe forzato. Riteniamo, che i dipendenti, siano persone e non possano essere
trasferiti come “cose”, mediante una semplice modifica del numero di inventario. Lavorare per il pubblico, dovrebbe garantire la tutela delle proprie aspirazioni. I lavoratori pubblici non possono essere trattati
come vengono trattati i lavoratori delle multinazionali che trasferiscono rami di aziende senza trasparenza.”