Guida in stato di ebbrezza, il Fvg ai vertici di questa cattiva e grave abitudine

Nell’ultimo fine settimana il Comando Provinciale Carabinieri di Udine ha disposto una serie di servizi di controllo del territorio finalizzati anche al controllo della circolazione stradale lungo le principali arterie provinciali e comunali.
L’attività si è svolta con l’impiego di numerose pattuglie coordinate dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale. Non certo una novità, dato che ciclicamente i controlli evidenziano che permane in Friuli e più in generale in Regione Fvg la cattiva abitudine di mettersi alla guida  dopo aver alzato il gomito. Nel solo fine settimana appena passato i carabinieri di Udine hanno fatto sapere che quattro persone sono state deferite all’Autorità Giudiziaria dal Nucleo Radiomobile della Compagnia di Latisana per la violazione dell’art. 186 C.d.S. (guida in stato di ebbrezza alcolica), perché risultati positivi all’alcoltest, le patenti di guida sono state ritirate per la conseguente sospensione, mentre un 44enne, rimasto coinvolto in un incidente stradale con feriti, i Carabinieri della Stazione di Rivignano Teor,  dopo averlo sottoposto alla prova dell’etilometro, è stato deferito in stato di libertà per la violazione dell’art. 186 C.d.S. e la patente di guida è stata ritirata. Il soggetto in questione aveva  un tasso alcolemico pari a 1,63 g/l. Ma cronaca recente a parte, viene da chiedersi quante sono in Friuli-Venezia Giulia, le violazioni annue dell’articolo 186 del Codice della Strada, ebbene la risposta arriva dai dati che raccontano che le violazioni si attestano mediamente tra le 800 e le 1.200 all’anno complessivamente sul territorio regionale, considerando i dati incrociati di Polizia Stradale, Carabinieri e Polizie Locali. Fra l’altro i report e i monitoraggi epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità (Epicentro – Sorveglianza PASSI) e dell’Istat evidenziano un quadro peculiare per la regione. Nel periodo recente, circa 6 persone su 100 tra gli adulti residenti in FVG hanno dichiarato di essersi messe alla guida sotto l’effetto dell’alcol nei 30 giorni precedenti l’intervista. Si tratta di un valore storicamente superiore alla media nazionale. Nel solo bilancio annuale del Compartimento della Polizia Stradale regionale si contano solitamente oltre 200-300 patenti ritirate per alcol (a cui vanno aggiunte le sanzioni rilevate da tutte le altre forze dell’ordine e nei weekend). Secondo l’Istat FVG, una quota significativa di sinistri stradali (specialmente nelle ore notturne e nei fine settimana nelle province di Udine e Pordenone) è correlata alla guida in stato di alterazione da alcol o sostanze.
Non è certamente un bel primato quello che vede la percentuale di guida in stato di ebbrezza in Friuli-Venezia Giulia storicamente più alta rispetto alla media nazionale, posizionando la regione stabilmente tra le zone d’Italia con la maggiore diffusione di questo comportamento. Secondo i dati ufficiali della Sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità (che monitora i comportamenti a rischio degli italiani), il quadro comparativo mostra che a fronte di una media italiana in cui circa il 5% – 5,6% dei conducenti ammette di aver guidato dopo aver consumato almeno due unità alcoliche nell’ora precedente, il Friuli-Venezia Giulia registra costantemente una quota vicina o superiore al 6% – 6,5%. Il fenomeno della guida sotto l’effetto dell’alcol e del binge drinking (il consumo di molte bevande alcoliche in un’unica occasione) mostra una forte polarizzazione geografica. È significativamente più diffuso nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud Italia. Il FVG condivide il primato delle percentuali più elevate con territori limitrofi come il Veneto, il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta. Per capire l’entità generale del fenomeno è bene sapere che all’anno in Italia si registrano mediamente tra le 35.000 e le 45.000 violazioni all’anno. Soltanto la Polizia Stradale e l’Arma dei Carabinieri rilevano storicamente tra le 25.000 e le 35.000 infrazioni all’anno legate all’art. 186. A queste si aggiungono migliaia di sanzioni elevate dalle Polizie Locali dei vari Comuni italiani. Quello che è più grave è che circa l’8% – 10% degli incidenti stradali con lesioni rilevati in Italia vede almeno uno dei conducenti coinvolti risultare positivo all’alcol-test. Si tratta di una vera emergenza nazionale che al di là della operatività delle forze dell’ordine viene sottovalutata a livello politico. Certo le sanzioni sono severe, ma quello che manca è una adeguata politica culturale che invece spinge, per ragioni meramente speculative, a sponsorizzare l’uso degli alcolici. Sanzionare non basta, andrebbe risolto il problema alla base attraverso adeguate campagne d’informazione e con politiche, magari anche fiscali, che limitino il consumo. Per ora quello che esiste sono solo le  sanzioni previste dall’Articolo 186 del Codice della Strada nel momento in cui si viene “beccati”  si dividono in tre fasce di gravità a seconda del tasso alcolemico riscontrato: da 0,51 a 0,8 g/l sanzione amministrativa con multa da € 543 a € 2.170 e sospensione patente da 3 a 6 mesi. Da 0,81 a 1,5 g/l sanzione penale con ammenda da € 800 a € 3.200, arresto fino a 6 mesi e sospensione patente da 6 mesi a 1 anno. Oltre 1,5 g/l sanzione penale grave con ammenda da € 1.500 a € 6.000, arresto da 6 mesi a 1 anno, sospensione patente da 1 a 2 anni e confisca del veicolo. Se poi si provoca un sinistro la situazione può davvero cambiare la vita non certo in positivo.